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Via libera negli Usa ai test clinici sull'uomo con cellule staminali embrionali umane PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 02 Agosto 2010 07:54
bambino-in-provetta.jpg Dagli Stati Uniti arriva per la prima volta al mondo il via libera a test clinici sull'uomo con l'utilizzo di cellule staminali derivate da embrioni umani. La sperimentazione nella prima fase sarà condotta in più centri su un piccolo numero di pazienti con lesioni molto gravi del midollo spinale. Lo scopo principale è verificare la sicurezza, ancora prima dell'efficacia, della tecnica. Secondo diversi esperti si tratta di una decisione inaccettabile, come sottolinea anche al microfono di Massimiliano Menichetti mons. Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita:
R. – L’utilizzazione dell’embrione umano riceve un giudizio completamente negativo non solo della morale cattolica ma di chiunque rispetti l’individuo umano, la persona umana. Per quanto si siano fatti sforzi per negarlo, la scienza rimane ferma nel dire che l’embrione è un essere umano in cammino!

D. – Nonostante questo, autorizzazioni alla sperimentazione su cellule staminali embrionali vengono date in Corea, in Gran Bretagna, negli Stati Uniti. Cosa succede all’embrione se si sperimenta?

R. – Vengono naturalmente sacrificati per ricavare queste cellule staminali e tutto questo, dal punto di vista etico, come ho detto già, non comporta altro che un giudizio negativo. Dal punto di vista dei risultati, da molte parti e da tempo si è rilevato che non conseguono i risultati attesi, perché le cellule staminali degli embrioni hanno una totipotenzialità, quindi sono inclinate a riprodurre un soggetto, un individuo, non altre cellule. In ogni caso, anche qualora per assurdo ci fosse un esito positivo, moralmente rimane delitto.

D. – Mons. Sgreccia, ma perché se sul fronte dell’utilizzo delle cellule staminali adulte, come nel caso delle cellule del cordone ombelicale, si hanno delle evidenze scientifiche, si continua a violare la vita e a sperimentare sugli embrioni?

R. – Non sappiamo bene quale sia la ragione per cui si continui a tentare. Sembra che vi sia una sfida particolare a voler tentare ciò che non è stato ancora conseguito, e a voler comunque utilizzare gli embrioni umani perché ce ne sono tanti congelati nei frigoriferi, come esito della fecondazione artificiale. Ora, questo fatto di voler tentare di voler ricavare di qui materiale per curare altri uomini quando poi tutto questo non ha dato esito, comunque sia a costo dell’immolazione di esseri umani, questa è una condanna che scaturisce da se stessa, di fronte a qualsiasi ragione e probità morale.

© Radio Vaticana - 1 agosto 2010

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