farmacia della stazione frosinone gabrielli
Increase font size Default font size Decrease font size
Venne abortito. Oggi è un ragazzino vispo PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 03 Maggio 2010 09:53
aborto.jpg DA MILANO  VIVIANA DALOISO
 Anche Vittorino, non doveva na scere. Lo avevano condannato a morte una diagnosi errata - secondo cui sarebbe venuto al mondo con una malformazione cerebrale - e la scelta della sua mamma per l'aborto ‘terapeutico'. Non doveva nascere, Vittorino, ma quel 27 febbraio del 1999 qualcuno si accorse che il piccolo respirava, e lottava per vivere.
  È quasi sera, l'ambulanza entra d'urgenza al Policlinico San Matteo di Pavia, meta la divisione di patologia neo natale e terapia intensiva. Ai sanitari viene raccontato in fretta l'accaduto: quel ‘feto', ‘abortito', respira e si muove. Sono le parole della medicina, ma per i medici che le ascoltano, guar dando le manine già ben disegnate del piccolo, suonano subito fuori luogo.
  Giorgio Rondini, all'epoca primario del reparto, ha ancora negli occhi il corpi cino: «Era la prima volta in assoluto che ci capitava una cosa del genere - ri corda il professore -. Il piccolo pesava appena 800 grammi, aveva forse 25 settimane, più o meno 180 giorni di vita. E non aveva nessuno, era stato rifiuta to dalla sua stessa mamma. Questo fatto ci commosse subito, bastò un attimo perché ci sentissimo tutti genitori, e facessimo il nostro possibile per proteggerlo e salvargli la vita».
 
 L'équipe del San Matteo si concentra sul bimbo, 24 ore su 24: la culla termica, la ventilazione artificiale, l'alimen tazione tramite fleboclisi. I giorni passano - cinque, dieci - e il piccolo continua a respirare, lotta. Le infermiere portano carillon e pupazzetti, colorano il muro dietro i macchinari, attaccano ciondoli e campanelle. E gli danno un nome, anche: scelgono ‘Vittorino', «forse non un gran che per un neonato d'oggi, ma lui aveva vinto la sua battaglia per la vita, e doveva vincere quella per la sopravvivenza - spiega Rondini -. Ci parve l'idea migliore».
  Intanto gli esami portano a una incoraggiante, e insieme sconcertante, ve rità: i medici cercano la malformazio ne cerebrale di Vittorino, di cui a pri ma vista non c'è traccia. La cercano e la trovano. Scoprono so lo una piccola emorragia, un versamento che poteva simu lare all'ecografia l'ipotesi di un idrocefalo (una malforma zione che compromette lo sviluppo del cervello), ma che può essere riassorbito con un piccolo intervento. Vittorino, rifiutato dalla madre perché creduto malato, è sano.
  I giorni continuano a passare, la storia del bimbo ‘adottato' al San Matteo commuove tutti: il 16 marzo in ospe dale arriva l'allora assessore ai Servizi sociali del Comune di Pavia, Sergio Contrini, con un'idea che piace subito a tutti: in accordo con il Tribunale dei minori di Milano, Contrini è pronto a diventare il tutore di Vittorino. «In que sto modo - spiega lo stesso Contrini, oggi presidente dell'Azienda di servizi alla persona di Pavia - in tempi brevis simi sarebbe stato possibile darlo in a dozione ». Già, perché nel frattempo al la storia di Vittorino si è interessata u na coppia. Una coppia che gli assistenti sociali e lo stesso Tribunale trovano i donea ad accogliere il piccolo, consi derando la sua drammatica storia e le difficoltà che avrebbe dovuto affron tare nei primi mesi di vita: «Li incon trai di sfuggita - continua Contrini -, e­rano persone straordinarie».
  Vittorino cresce, si rafforza, arriva alle 30 settimane, le supera: al San Matteo non hanno più dubbi, il pericolo è scampato. «Ricordo ancora il giorno che arrivò l'ambulanza per portarlo via - ricorda Rondini -. Lo trasportarono in un ospedale di Milano, forse più vicino alla sua nuova famiglia. Oggi sappiamo solo tramite gli assistenti sociali che sta bene, che ha compiuto da poco undici anni, che non sa e non saprà mai nulla della sua storia, o di noi». Di quei medici che hanno creduto nella sua vita, e lo chiamano ancora Vittorino.

© Avvenire - 28 aprile 2010

Share this post

   

DISCLAIMER

Attenzione: il contenuto di questo sito si intende come puramente divulgativo. La Farmacia della Stazione (farmasa) non accetta alcuna responsabilita' riguardo a possibili errori, dimenticanze o cattive interpretazioni presenti in queste pagine o in quelle cui si fa riferimento (links)
 

Traduci la pagina

"Farmacia della Stazione"
eredi del Dr. Gabrielli
Via Don Minzoni, 68/72
03100 Frosinone
P. Iva 02710250602
------------------
Il sito non vende e non propone alcun tipo di farmaci e similari.
------------------
Il servizio del sito offre solo alcuni consigli e/o suggerimenti di carattere medico-farmaceutico e rassegna occasionale di articoli e riflessioni farmaceutiche, mediche e bioetiche prese dalla rete.

Feed RSS del sito

bioetica Consigli domande erbe news