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Salute riproduttiva: sul Web i giovani che l’Onu ignora PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 29 Novembre 2010 10:03

Riportiamo qui sotto l’articolo di Avvenire (inserto èVita - pagina 4) dedica oggi alla petizione pro-life che stiamo pubblicizzando da alcune settimane (e che invitiamo a firmare).

Avvenire - èVitaC’è una petizione che sta correndo sul web, di nazione in nazione, rilanciata nei singoli Paesi da gruppi cattolici o comunque di impegno pro-life. È la ‘Dichiarazione dei giovani alle Nazioni Unite e al mondo’, dove si ribadisce il ruolo della famiglia nell’educazione dei figli e la necessità di «rispettare una comprensione corretta della sessualità e delle relazioni sane». La petizione non arriva a caso, ma nel momento in cui l’Onu sta andando in tutt’altra direzione, invocando per i giovani del pianeta, accanto ad altre cose come l’istruzione, il lavoro, la partecipazione, l’eguaglianza dei generi, anche il diritto a un pieno accesso ai servizi «di salute sessuale e riproduttiva» (leggi contraccezione e aborto).

Un doveroso altolà, quello della petizione, che arriva nel bel mezzo dell’Anno dei giovani aperto dall’Onu nell’agosto scorso e che finora ha prodotto documenti ufficiali fortemente ambigui proprio sui temi della sessualità e della riproduzione.

Si tratta di una visione unilaterale dei giovani, che cancella il ruolo della famiglia: la parola è citata solo un paio di volte nel Documento Onu approvato alla Conferenza sui giovani di Leon che ha dato l’avvio all’Anno internazionale (Messico, 27 agosto 2010) e nessuna volta nel parallelo Documento approvato nella stessa occasione da 208 ong in rappresentanza di 153 Paesi del mondo, e recepito dalla stessa Onu.

I gruppi giovanili cattolici, guidati e sollecitati da C-Fam (Catholic Family and Human Right Institute), una ong con base a New York che fa azione di lobbying sulle Nazioni Unite e che per questa sua attività è diventata punto di riferimento delle associazioni pro life e pro-family negli Stati Uniti, hanno lanciato una Dichiarazione ‘alternativa’, ispirata a valori forti come il diritto alla vita e la «intrinseca dignità di ogni essere umano». Al momento la petizione conta quasi 100 mila firme, metà di ragazzi sotto i 30 anni e metà di adulti. Un risultato non da poco, se si pensa che non c’è stato nessun ‘passaggio’ sugli organi di stampa né in tivù. In Italia la Dichiarazione è stata raccolta dalla rete da Emanuele Rizzardi, blogger pro-life (vedi intervista a lato) impegnato soprattutto nella contro-informazione su ciò che avviene nelle stanze dei bottoni internazionali, in particolare all’Onu e all’Unione Europea.

Dopo averla scovata in rete, Rizzardi l’ha ‘postata’ sul suo blog (link a Pro Life International) e poi l’ha volentieri passata agli amici di Nuove Onde, un gruppo di pressione e cultura pro-life animato da giovani, che l’ha messo in evidenza sulla home page del suo sito in modo che potesse ‘girare’ anche in Italia (link a Nuove Onde). Un passaparola virtuale che sta funzionando. [prosegui la lettura...]

© http://www.nuoveonde.com/blog

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