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| Presentata al Parlamento la Relazione 2011 sull’applicazione della legge 194, che regola l’interruzione volontaria di gravidanza |
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| Scritto da Administrator |
| Lunedì 08 Agosto 2011 07:50 |
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Presentata al Parlamento dal Ministro della Salute Ferruccio Fazio, la Relazione 2011 sull'applicazione della legge 194/78 che regola l'Interruzione volontaria della gravidanza (IVG) contenente i dati definitivi e dettagliati del 2009 e anticipa quelli complessivi e provvisori del 2010. Nel 2010 sono state effettuate 115.372 IVG (dato provvisorio), con un decremento del 2,7% rispetto al dato definitivo del 2009 (118.579 casi) e un decremento del 50,9% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all'IVG (234.801 casi) . Il tasso di abortività (numero delle IVG per 1.000 donne in età feconda tra 15-49 anni), l'indicatore più accurato per una corretta valutazione della tendenza al ricorso all'IVG, nel 2010 è risultato pari a 8,2 per 1.000, con un decremento del 2,5% rispetto al 2009 (8,5 per 1.000) e un decremento del 52,3% rispetto al 1982 (17.2 per 1.000). Il valore italiano è tra i più bassi di quelli osservati nei paesi industrializzati. Per quanto riguarda le minorenni, il tasso di abortività nel 2009 è risultato pari a 4,4 per 1.000 (4,8 per 1.000 nel 2008), con valori più elevati nell'Italia settentrionale e centrale. Anche se i dati non sono strettamente comparabili, possiamo comunque portare ad esempio il paragone con alcuni dei dati più recenti: per donne con meno di venti anni, nel 2009 in Italia il tasso di abortività è pari al 6,9 per mille (era il 7,2 nel 2008); nello stesso anno in Inghilterra e Galles è il 23 per mille, e in Svezia il 22,5 per mille; in Spagna il 12,7 per mille; in Francia il 15,2; negli USA nel 2004 il 20,5 per mille. Il rapporto di abortività (numero delle IVG per 1.000 nati vivi) è risultato pari a 207,2 per mille con un decremento dell'1,3% rispetto al 2009 (210 per mille) e un decremento del 45,5% rispetto al 1982 (380,2 per mille). L'analisi delle caratteristiche delle IVG, che è riferita ai dati definitivi dell'anno 2009, conferma che nel corso degli anni è andato crescendo il contributo all'IVG da parte delle donne con cittadinanza estera, raggiungendo nel 2009 il 33,4% del totale delle IVG, mentre, nel 1998, tale percentuale era del 10.1%. Nel 2009, dei 38.309 aborti di donne con cittadinanza straniera 19.762 (il 51,6%) sono di donne provenienti dai paesi dell'Europa dell'Est. Quasi la metà delle IVG, sia fra le italiane (47,3%) che fra le donne straniere (43,8%) sono di donne con occupazione lavorativa, e solo il 13.4% delle IVG fra le italiane e il 23,4% fra le straniere riguardano donne disoccupate o in cerca di prima occupazione. Riguardo allo stato civile, le IVG fra nubili e coniugate sono in percentuali simili: fra le straniere prevalgono le coniugate (49,4%) mentre fra le italiane le nubili (50.8%). Fra le donne italiane che hanno effettuato un'IVG, il 45.4% non aveva figli, così come il 31.9% delle straniere. Le cittadine straniere, presentano un tasso di abortività, peraltro diverso per nazionalità, stimato 3-4 volte maggiore di quanto attualmente risulta tra le italiane. La percentuale di IVG effettuate da donne con precedente esperienza abortiva è risultata pari al 27%, valore simile a quello del 2006, 2007 e 2008 (26,9%). Le percentuali corrispondenti per cittadinanza sono 21,9% per le italiane e 38,2% per le straniere (21,6% e 37,4%, rispettivamente, nel 2008). La percentuale di aborti ripetuti riscontrato in Italia è tra le più basse a livello internazionale. Nel 2009 si evince una stabilizzazione generale dell'obiezione di coscienza tra i ginecologi e gli anestesisti, dopo un notevole aumento negli ultimi anni. La tendenza, negli stessi anni, alla diminuzione dei tempi di attesa tra il rilascio della certificazione e l'intervento, sembra però indicare che il livello dell'obiezione di coscienza non ha una diretta incidenza nel ricorso all'IVG. Per quanto riguarda la procedura abortiva farmacologica mediante mifepristone, i dati raccolti dall'Istat, riferiti a partire dal 2010, saranno disponibili nel 2012. Nel frattempo, da parte del Ministero è stato sperimentato un apposito questionario trimestrale per la rilevazione dei dati relativi a questa metodica. Il dettaglio del monitoraggio sarà illustrato entro l'anno in un apposito documento, che sarà presentato alle commissioni parlamentari competenti. In conclusione:
Fonte: Relazione del Ministro della salute sulla attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza (Legge 194/78) © .salute.gov.it - 05 agosto 2011 |
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