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| PIENA SOLIDARIETÀ AL FARMACISTA OBIETTORE |
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| Scritto da Administrator |
| Lunedì 20 Luglio 2009 10:47 |
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La pillola del giorno dopo non è un farmaco "curativo" né "salvavita", quindi "deve essere assicurata al farmacista l'obiezione o l'opzione di coscienza nel pieno riconoscimento delle fondamentali norme costituzionali di garanzia". A ribadirlo è l'associazione "Scienza & Vita", che esprime in questi termini "incondizionata solidarietà al farmacista che ha sollevato obiezione di coscienza per la cosiddetta pillola del giorno dopo". Ieri, in una farmacia di Fiumicino, Piero Uroda, presidente dell'Unione farmacisti cattolici italiani, ha rifiutato di vendere la pillola del giorno dopo ad una donna di 34 anni, che lo ha poi denunciato per la sua obiezione di coscienza. "Così come riportato nello stesso foglietto illustrativo accluso alla confezione, l'azione svolta dalla sostanza chimica, tra l'altro, impedisce l'impianto in utero dell'embrione", ricorda Scienza & Vita, che attraverso i due presidenti, Bruno Dallapiccola e Lucio Romano, manifesta la sua "solidarietà a tutti i farmacisti, credenti e non credenti, che intendono tutelare il fondamentale diritto alla vita del concepito". © SIR 17 luglio 2009 |
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