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PECCATO, IL PROF EDWARDS NON HA CURATO NULLA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 25 Ottobre 2010 11:22
bambino-in-provetta.jpg lettera firmata al direttore di piùvoce.net
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Gentile direttore, alla base di tutte le discussioni sul premio Nobel al prof. Edwards, sulla Legge 40 e relative sentenze, su fecondazione assistita sì o no e sul possibile "spreco" di embrioni, c`è la concezione antropologica dell`uomo. Per i cattolici appena uno spermatozoo incontra un ovulo si forma un essere umano al quale Dio ha già infuso l`anima; per i laici, invece, si può parlare di essere umano solo quando esso prende coscienza di sé, perciò via libera anche all`aborto perché tanto il feto non capisce niente. A maggior ragione può tranquillamente essere eliminato l`embrione perché, non esso potendo essere visto a occhio nudo perché microscopico, la sua uccisione non turba la coscienza di nessuno. Come conciliare queste diverse concezioni? Secondo me non si concilieranno mai e i cattolici dovranno rassegnarsi a una perpetua posizione di minoranza perché la scappatoia laica è molto più comoda e soddisfacente. Resta però una domanda che vorrei rivolgere al prof. Edwards: posto che la sterilità è una malattia e che il compito deontologico del medico è da millenni quello di curare le malattie e, possibilmente, di guarire il malato, non avrebbe egli ricavato molta maggiore soddisfazione morale e molto maggiore merito scientifico e anche un premio Nobel molto più giustificato, se avesse dedicato le sue migliori energie alla ricerca della cura della sterilità? Che cosa ha curato invece? Nulla, perché i suoi pazienti sterili erano e sterili sono rimasti, anche con un figlio procurato con i suoi metodi. Mi sembra di sentire la risposta del prof. Edwards: se avessi cercato la cura della sterilità non avrei guadagnato tanti quattrini, e il Nobel forse se lo sarebbe goduto qualcun altro... Si sa: pecunia non olet.

C. D'A. U., Roma 13 ottobre 2010

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