farmacia della stazione frosinone gabrielli
Increase font size Default font size Decrease font size
Natale in Perú è celebrare la vita PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 26 Dicembre 2011 16:29
LIMA, 24. Festeggiare il Natale significa «celebrare la vita». Non si può volgere lo sguardo adorante al Bambino senza anche «riflettere sulla necessità di proteggere» il diritto alla vita umana, il primo e principale diritto da cui tutti gli altri discendono. È quanto ribadiscono i vescovi peruviani in un messaggio diffuso in occasione delle festività natalizie. In tempi in cui — scrivono i presuli — «la società favorisce l’immediato, il tangibile, il materiale», il Natale invita a guardare a Betlemme, a Gesù. Un avvenimento che esprime «l’amore infinito di Dio per l’uomo». È Dio che «prende la nostra natura umana». In questo senso il Natale «è la più umana delle feste delle fede» perché «ci fa comprendere in maniera più profonda l’umanità di Dio». Si tratta, infatti, di un «Dio con noi», di un Dio «che ci viene incontro come un bambino» e che contemporaneamente «segna la storia dell’umanità». Per questo, il Natale è anche «un tempo per celebrare la vita e guardare ai più deboli e indifesi». Non bisogna, infatti, «mai dimenticare che un bambino è il frutto della vita, è il frutto dell’albero della vita». I presuli — il messaggio è firmato dal presidente dell’episcopato, l’a rc i - vescovo di Trujillo, Hector Miguel Cabrejos Vidarte, e dal segretario generale, il vescovo di Carabayllo, Lino Mario Panizza Richero — ricordano che «la vita è il primo di tutti i diritti e pertanto dovrebbe essere di sopra di qualsiasi altro valore sociale, economico, psicologico, emotivo, di salute e famigliare». Un diritto sancito anche nella Costituzione peruviana, laddove all’articolo 1 — viene ricordato — si afferma che «la vita umana è il bene supremo della società e dello Stato, e lo Stato ha l’obbligo di proteggerlo». Ed è questo il motivo — in Perú l’ab orto è vietato, ma è forte il dibattito per una sua legalizzazione — «p er cui lo Stato ha la responsabilità di proteggere la vita dal momento del concepimento fino alla morte naturale ». In questo senso, affermano ancora i presuli, ogni fase della vita — embrione, feto, bambino o adulto — è come l’anello di una «catena che ci unisce» e in cui appare «l’immagine di Dio che è la vita e dà vita ». Perciò, «una società che non assicura la vita del nascituro è una società che vive come una tragedia la sua missione fondamentale».

© Osservatore Romano - 24 dicembre 2011

Share this post

   

DISCLAIMER

Attenzione: il contenuto di questo sito si intende come puramente divulgativo. La Farmacia della Stazione (farmasa) non accetta alcuna responsabilita' riguardo a possibili errori, dimenticanze o cattive interpretazioni presenti in queste pagine o in quelle cui si fa riferimento (links)
 

Traduci la pagina

"Farmacia della Stazione"
eredi del Dr. Gabrielli
Via Don Minzoni, 68/72
03100 Frosinone
P. Iva 02710250602
------------------
Il sito non vende e non propone alcun tipo di farmaci e similari.
------------------
Il servizio del sito offre solo alcuni consigli e/o suggerimenti di carattere medico-farmaceutico e rassegna occasionale di articoli e riflessioni farmaceutiche, mediche e bioetiche prese dalla rete.

Feed RSS del sito

bioetica Consigli domande erbe news