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Le dodici infermiere che non rinunciano alla coscienza PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 26 Dicembre 2011 16:30
NEWARK , 24. Potranno mantenere il loro posto di lavoro, senza essere obbligate a prendere parte alle attività indirizzate alle interruzioni volontarie di gravidanza. È questo, in sintesi, il contenuto di un accordo raggiunto nei giorni scorsi tra dodici infermiere, tutte obiettrici di coscienza, e la direzione di uno dei più grandi ospedali del New Jersey. Sembra essersi conclusa così una lunga e complessa battaglia legale che da tempo contrappone l’University of Medicine and Dentistry of New Jersey (la cui sede principale è a Newark) alle infermiere, che adesso avranno l’obbligo di intervenire nel corso di un aborto solo nel caso di pericolo di vita della madre e soltanto in assenza di altri membri, ovviamente non obiettori, dello staff infermieristico.

Quello di Newark è solo l’ultima controversia su temi che hanno assunto un rilievo particolare a seguito dell’emanazione, nei mesi scorsi, delle nuove linee guida del Department of Health and Human Services che prevedono, a partire dal 2013, la diffusione dei servizi volti a favorire la sterilizzazione e l’aborto, ma che contemplano anche una serie di eccezioni riguardanti il rispetto dell’obiezione di coscienza degli operatori sanitari. Nei mesi scorsi le dodici infermiere avevano denunciato l’osp edale sostenendo di essere state costrette, sotto la minaccia del licenziamento, ad assistere agli aborti nonostante le loro manifeste obiezioni morali e religiose. Una delle infermiere che si oppone all’aborto per motivi religiosi, Esperanza Racpan Vinoya, si è detta felice per l’accordo raggiunto. Tuttavia, si è detta anche preoccupata per il rischio di possibili «trasferimenti punitivi» o di «tagli» all’orario lavorativo. In particolare Racpan Vinoya ha espress preoccupazione per la recente assunzione, da parte dell’ospedale, di altri quattro infermieri che non si oppongono all’aborto. Soddisfazione è stata anche espressa da Matt Bowman, avvocato dell’Alliance Defense Fund, un’organizzazione di avvocati cristiani che ha rappresentato le infermiere. E da Edward Deutsch, il difensore dell’ospedale, il quale ha sottolineato come la direzione del nosocomio sia stata molto comprensiva nei confronti delle infermiere. L’accordo è stato raggiunto grazie alla mediazione del giudice distrettuale Jose Linares della corte federale di Newark. Si tratta dello stesso magistrato che nel novembre scorso, a seguito della causa intentata dalle infermiere, aveva vietato alla direzione dell’ospedale di procedere ai licenziamenti. Il magistrato si è tuttavia rifiutato di pronunciarsi su come l’ospedale avrebbe dovuto organizzare i turni del personale, trattandosi di questioni disciplinate da norme contrattuali.

© Osservatore Romano - 24 dicembre 2011

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