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| La legge 40 vieta ancora la diagnosi sugli embrioni |
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| Scritto da Administrator |
| Lunedì 17 Gennaio 2011 15:40 |
Pier Luigi Fornari---------------------
L’offensiva che punta a scardinare per via giudiziaria il dettato della legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita subisce un nuovo stop, anche se parziale. La procura di Roma infatti ha chiesto pochi giorni fa di archiviare la posizione del sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella nei confronti dell’accusa mossagli dalla Warm (World association of reproductive medicine), presieduta dal ginecologo Severino Antinori, di aver turbato l’ordine pubblico affermando che la sentenza 151 del 2009 della Consulta non ha eliminato il divieto di diagnosi preimpianto. Certo, limiti molto precisi che valgono anche per chi genera figli in modo naturale. Ma alcune sentenze della magistratura hanno considerato infertili i portatori di gravi malattie genetiche... Sono evidenti forzature. Non spetta ai tribunali modificare dei concetti medici come quello di infertilità definito in modo molto chiaro dalla comunità scientifica. Peraltro mi preme sottolineare che la Consulta non ha intaccato nessuno dei divieti posti dalla legge 40. Resta in piedi la norma in base alla quale si deve produrre il numero 'strettamente necessario' di embrioni. Necessari a cosa? È chiaro che si intende strettamente necessari alla procreazione. Dunque anche da questa formulazione risulta che non si può fare la diagnosi preimpianto che ne presuppone un numero elevato, decisamente superiore a quello necessario, e ciò per poter effettuare la selezione. Peraltro resta anche in piedi il divieto di scartarli a scopo eugenetico. E proibita anche qualsiasi sperimentazione che non abbia finalità terapeutiche del medesimo concepito. E a questo proposito va rilevato che ad oggi non ci sono terapie geniche in grado di curare un embrione malato.
La diagnosi preimpianto invece che finalità ha? |
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