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La Chiesa in Australia finanzia la ricerca PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 13 Luglio 2009 12:05
Sydney, 10. L'arcidiocesi di Sydney ha messo a disposizione un fondo di centomila dollari australiani (circa sessantamila euro) per supportare le ricerche sul potenziale terapeutico delle cellule staminali adulte. Le domande di accesso al fondo devono essere inoltrate entro il 28 luglio 2009. Il finanziamento - è precisato - sarà utilizzabile a partire dal prossimo mese di gennaio. 
La possibilità di utilizzare il finanziamento, che ha cadenza annuale, è strettamente legata al rispetto di precisi parametri, stabiliti nel Code of Ethical Standards for Catholic Health and Aged Care Services in Australia. Nel documento si sottolinea che "la ricerca che coinvolge esseri umani deve sempre rispettare la dignità delle persone e servire il bene comune. La ricerca non deve mai costituire un irragionevole pericolo alla vita e alla salute di una persona". Inoltre "nel caso di persona singola o gruppi di persone che siano particolarmente vulnerabili (si fa l'esempio, tra gli altri, di persone con lieve indebolimento delle capacità intellettuali), ci sono dei requisiti ancor più stringenti al fine di assicurare che i benefici giustifichino i rischi". Nel testo è anche evidenziato che "la ricerca medica che coinvolge gli embrioni o i feti vivi può essere svolta solo in vivo e quando vi è una certezza morale di non causare danno alla vita o all'integrità dell'embrione o del feto".
E ancora "la ricerca genetica non dovrebbe essere praticata con l'obiettivo di cambiare la natura fondamentale dell'uomo o l'identità unica della persona".
Il cardinale George Pell, arcivescovo di Sydney, ha ricordato che le cellule staminali adulte vengono già utilizzate nel trattamento di malattie cardiache ed epatiche. "La Chiesa cattolica promuove e incoraggia la ricerca medica - ha sottolineato il cardinale - e sostiene pienamente la ricerca con cellule staminali e altre forme di biotecnologia, purché sia rispettata la dignità di ogni vita umana". Il cardinale ha affermato che i progressi conseguiti nella ricerca sulle cellule staminali adulte sono "entusiasmanti e imponenti". "I risultati ottenuti finora in quest'area - ha specificato il cardinale - sorpassano di molto tutto quello che è stato ottenuto nell'area della ricerca sulle cellule embrionali". "La Chiesa cattolica - ha aggiunto - ha sempre sostenuto il lavoro della scienza basato su buone basi etiche e la nostra arcidiocesi è felice di poter contribuire a ricerche che conseguono progressi in quest'area di importanza vitale".
Il Parlamento australiano ha invece approvato nel 2002 leggi che permettono l'uso degli embrioni in eccedenza dei programmi di fecondazione assistita, per lo svolgimento di ricerche sulle cellule staminali. Proprio in quell'anno il Governo federale fra l'altro decise di concedere al Centre for stem cells and tissue repair del Monash Institute di Victoria, quarantasei milioni di dollari per la creazione di un centro di coordinamento e sviluppo di progetti di ricerca sulle cellule staminali embrionali. Per la Chiesa l'uso di embrioni in eccedenza per ricerche scientifiche costituisce un atto orientato alla distruzione della vita.
I vescovi australiani hanno più volte ribadito che "l'embrione ha una dignità umana intrinseca e a esso dovrebbero essere assicurati i diritti umani fondamentali:  il diritto di vivere, di crescere e di prosperare". I vescovi ricordano che "tutti noi un tempo siamo stati embrioni. L'embrione non può essere considerato altro che un essere umano. Vi è un'intrinseca dignità umana che è alla base di tutti i diritti umani". "Noi non discutiamo la sperimentazione sugli embrioni - concludono - solo perché siamo cattolici, ma perché sosteniamo i valori umani fondamentali. Non possiamo pensare di alleviare le sofferenze di alcune persone creando e poi distruggendo vite umane".

(©L'Osservatore Romano - 11 luglio 2009)

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