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NEW DELHI, 25. In India mancano all'appello dodici milioni di bambine, sparite - se così si può dire - negli ultimi tre decenni a causa degli aborti selettivi, praticati dalle famiglie che preferiscono avere un figlio maschio, soprattutto quando il primogenito è femmina. È la stima contenuta in uno studio della prestigiosa rivista scientifica "Lancet" dedicata alla strage silenziosa che sta scavando un solco sempre più profondo nella popolazione indiana.
Secondo i dati del censimento 2011, lo squilibrio demografico è di 914 donne su mille uomini (da 927 su 1000 registrato nel censimento del 2001). Non era mai stato così basso dall'indipendenza. In particolare, nell'ultimo decennio mancano sei milioni di bambine. Nonostante le campagne del Governo, le famiglie indiane, anche quelle benestanti, continuano a privilegiare l'erede maschio e a considerare le figlie femmine un peso economico per l'usanza della dote necessaria per garantire un buon matrimonio. Il rapporto, basato su un campione di 250.000 nascite, mostra che gli aborti selettivi sono una pratica frequente tra il ceto urbano non solo dei popolosi stati settentrionali come Uttar Pradesh, Rajasthan e Haryana, ma anche nel sud dove lo squilibrio non era così grave in passato. I dati appaiono ancora più allarmanti se si considera il surplus di 7,1 milioni di bambini maschi (nel 2001 era di 6 milioni e nel 1991 di 4,2 milioni). Per la popolazione adulta, invece, il divario è di circa 38 milioni (623,7 milioni di maschi e 586,5 milioni di femmine). "Siccome la famiglia indiana si è ridotta negli anni, gli aborti selettivi sono sempre più praticati nel caso in cui il primo nato sia una femmina" spiegano gli autori dello studio realizzato dal Centre for Global Health dell'università di Toronto, in Canada. Interessante è notare che, mentre la percentuale delle donne è salita nell'ultimo decennio grazie all'aumento dell'aspettativa di vita, il divario aumenta drammaticamente, in favore del sesso maschile, nel caso dei bambini da zero a sei anni. Le scioccanti cifre mostrano il fallimento delle politiche del governo volte anche a impedire la indagine prenatale del sesso.
(©L'Osservatore Romano 26 maggio 2011) |