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Diritto alla salute e obiezione di coscienza |
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Scritto da Administrator
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Lunedì 11 Aprile 2011 08:20 |
WASHINGTON, 8. I vescovi degli Stati Uniti esortano i membri della Camera dei Rappresentanti di Washington a sostenere una proposta di legge bi-partisan che assicura il rispetto del diritto di coscienza dei cittadini, degli operatori assicurativi e sanitari, in base al proprio credo religioso, in relazione ai servizi offerti dal Patient Protection and Affordable Care Act (Ppaca), ovvero la riforma del sistema sanitario introdotta nel 2010 che ha ampliato considerevolmente il numero delle persone che beneficiano dei piani assicurativi sanitari. Il progetto di legge in questione è il Respect for Rights of Coscience Act of 2011 (H.R. 1179), che propone degli emendamenti al Ppaca al fine, si evidenzia dall'episcopato, "di non vedersi negare le libertà di affidarsi a un sistema che metta insieme le esigenze di cura con il rispetto delle proprie più profonde convinzioni".
In una lettera - a firma del presidente del Committee on Pro-Life Activities della United States Conference of Catholic Bishops, il cardinale arcivescovo di Galveston-Houston, Daniel N. DiNardo - si osserva che le leggi federali, finora, "non hanno mai impedito di negoziare dei piani assicurativi che siano in linea con le proprie convinzioni morali e religiose". Tuttavia, è aggiunto, questo potrebbe cambiare se il Ppaca venisse implementato con la previsione dell'obbligo di tutta una serie di nuovi servizi, considerati "moralmente problematici" in base alle convinzioni religiose. Il Department of Health and Human Services degli Stati Uniti ha infatti incluso nei piani sanitari del Ppaca la contraccezione e i sistemi di sterilizzazione come "servizi di prevenzione per la salute delle donne". Inoltre, sono state rimosse alcune tutele per gli operatori sanitari che, ad esempio, intendano manifestare la propria obiezione di coscienza in merito ai servizi connessi con la fecondazione in vitro o la contraccezione chimica. Dall'episcopato si esprime, dunque, preoccupazione per il rischio che i metodi contraccettivi e i sistemi di sterilizzazione possano diventare pratiche comuni nell'ambito dell'applicazione della riforma sanitaria. Negli Stati Uniti, fra l'altro, è stata autorizzata la commercializzazione della cosiddetta pillola "Ella" (Ulipristal) definita come "metodo contraccettivo di emergenza" che può bloccare l'ovulazione, ma anche agire sull'embrione impedendone l'annidamento nell'utero. A tale riguardo, il cardinale DiNardo ha ribadito che "l'inclusione di servizi come la contraccezione, la sterilizzazione e la prescrizione dei farmaci abortivi nei piani sanitari pone un evidente conflitto potenziale con il diritto di coscienza", ricordando che "per mesi, programmi come il "Planned Parenthood" e i gruppi pro-aborto hanno premuto affinché i "servizi preventivi" prevedessero anche la somministrazione dei farmaci abortivi". In tal modo, si conclude, "in maniera arbitraria e inspiegabilmente non si proteggono le varie denominazioni religiose, incluse quelle che costituiscono la spina dorsale della rete di strutture private di cura, i cui valori morali respingono questi "servizi preventivi"". (©L'Osservatore Romano 9 aprile 2011) |