farmacia della stazione frosinone gabrielli
Increase font size Default font size Decrease font size
L’aborto in Russia emergenza sociale PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 14 Novembre 2011 07:57
mamma-e-bimbo-1 Mosca 11 - Nonostante le misure intraprese dalle autorità civili per arginare la piaga, la Russia resta uno dei Paesi al mondo con il più alto tasso di aborti. Secondo alcune statistiche, nel Paese ogni anno vengono eseguiti da 1,8 a 2 milioni di aborti (senza contare quelli non registrati). Le nascite sono solo 1,2 milioni all’anno, mentre per assicurare l’equilibrio demografico ne occorrerebbero almeno 800.000 in più. Inoltre, oltre 40.000 aborti l’anno vengono praticati su ragazze di 14-18 anni di età, ma l’80 per cento delle interruzioni di gravidanza riguarda donne fra i 20 e i 35 anni.  La Chiesa ortodossa russa e le organizzazioni pro-vita a essa collegate sono impegnate a promuovere una campagna per l’introduzione di ulteriori norme restrittive nella legislazione, volte a disincentivare la pratica degli aborti. In particolare, l’impegno è rivolto a sostenere l’approvazione di un emendamento alla legge sulla salute, il cui iter risulta insidioso. Accolto infatti per ora in maniera favorevole, sull’emendamento grava ancora l’incognita dell’approvazione definitiva da parte della Duma, la camera bassa del Parlamento. L’emendamento prevede che l’aborto si possa praticare entro tre mesi dall’inizio della gravidanza, ma non nella prima settimana e impone a favore delle donne un periodo di riflessione di sette giorni sulla scelta di abortire, dall’inizio dalla prima consultazione con il medico. Esso stabilisce ancora che alle donne in gravidanza da oltre sei settimane sia data la possibilità di vedere gli embrioni tramite strumenti opportuni e di ascoltare il battito del loro cuore. Si tratta di uno strumento ulteriore, per una riflessione ancora più approfondita sulle eventuali possibili scelte della donna.

La pratica degli aborti sta avendo effetti pesanti sul futuro della nazione. Nel 2004, il numero delle interruzioni volontarie di gravidanza ha superato quello delle nascite: 1,6 milioni contro 1,5. Come accennato, assieme ad altri fattori, gli aborti contribuiscono a un pesante declino demografico: in un ventennio, dal 1991 al 2010 la popolazione russa è scesa da circa 149 milioni di persone a meno di 142. Senza una decisa inversione di rotta, la tendenza al calo demografico, come anche sottolineato in una proiezione delle Nazioni Unite, andrà ad aumentare e il numero di abitanti scenderebbe a 116 milioni nel 2050. Il presidente della Commissione parlamentare per la famiglia, la donna e l’infanzia, Elena Mizulina, ha spiegato che le le norme in materia di aborto sono in continua evoluzione al fine di affrontare l’emergenza. «Fare un aborto oggi — ha sottolineato — è semplice tanto quanto acquistare una bottiglia di vodka, ma che l’alcol faccia male alla salute lo sanno tutti, mentre le conseguenze micidiali dell’aborto vengono taciute». E ha aggiunto: «Non possiamo dimenticare la nostra fede. L’aborto è un omicidio e una violazione dei comandamenti divini».

Il Patriarca ortodosso di Mosca e di tutta la Russia, Cirillo, ha presentato alle autorità statali un documento ufficiale con proposte concrete per rendere più complesse le procedure abortive. Il presidente del Dipartimento sinodale della Chiesa ortodossa russa per le relazioni tra la Chiesa e lo società, l’arciprete Vsevolod Chaplin, ha osservato che «le attitudini al cambiamento dovrebbero essere riflesse nella politica e nella legge». Secondo l’arciprete «oggi è possibile invertire la tendenza» e ha aggiunto che anche i giovani che non sono legati alla Chiesa vorrebbero vedere una riduzione del numero di aborti. Dal 1993 è operativo un Centro di consultazione medica, denominato «Zhizn» (Vita), con sede presso la chiesa dell’Annunciazione a Mosca, che si propone di informare l’opinione pubblica sulle questioni del matrimonio e della famiglia.

La Russia è diventata nel 1920 il primo Paese nel mondo a legalizzare l’aborto, appena tre anni dopo la rivoluzione del 1917. La pratica abortiva, vietata nel 1936 da Stalin, venne in seguito reintrodotta nel 1955, circa due anni dopo la sua morte. Nel 1964 si registrò, nell’allora Unione Sovietica, il più alto livello di aborti, pari a 5,6 milioni. Nel luglio scorso la Duma, fra l’altro, ha approvato una legge che impone severe limitazioni alla pubblicizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza. Secondo questa legge, almeno il dieci per cento della superficie di qualsiasi spazio pubblicitario che offre servizi abortivi deve essere destinato a un’avvertenza circa le gravi conseguenze di una simile procedura. Inoltre la legge prescrive di rinunciare a qualsiasi slogan che sottolinei la sicurezza di questo tipo di interventi. Nei mesi scorsi, il primo ministro Vladimir Putin ha dichiarato che gli interventi delle autorità saranno volti ad aumentare il tasso di natalità.

© http://www.osservatoreromano.va/http://www.osservatoreromano.va/ - 12 novembre 2011

Share this post

   

DISCLAIMER

Attenzione: il contenuto di questo sito si intende come puramente divulgativo. La Farmacia della Stazione (farmasa) non accetta alcuna responsabilita' riguardo a possibili errori, dimenticanze o cattive interpretazioni presenti in queste pagine o in quelle cui si fa riferimento (links)
 

Traduci la pagina

"Farmacia della Stazione"
eredi del Dr. Gabrielli
Via Don Minzoni, 68/72
03100 Frosinone
P. Iva 02710250602
------------------
Il sito non vende e non propone alcun tipo di farmaci e similari.
------------------
Il servizio del sito offre solo alcuni consigli e/o suggerimenti di carattere medico-farmaceutico e rassegna occasionale di articoli e riflessioni farmaceutiche, mediche e bioetiche prese dalla rete.

Feed RSS del sito

bioetica Consigli domande erbe news