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Il nome della Calendula deriva dal latino calendæ e si riferisce alla prolungata fioritura di questa pianta che per questa ragione viene chiamata anche "fior d'ogni mese".
Proprio in virtù di questa particolarità la pianta fu molto lodata in passato dagli interpreti della medicina "signaturistica" come medicamento emmenagogo e rimedio contro i dolori periodici.
Furono la badessa Ildegarda di Bingen e Alberto Magno che resero celebre in Germania la Calendula come pianta medicamentosa tanto che ancora oggi in quel paese la pianta viene coltivata per produzioni officinali ed è regolarmente iscritta nella farmacopea tedesca.
Cresce nei campi e nei luoghi erbosi e fiorisce in Maggio-Giugno.
Pianta erbacea annua, pelosa o scabro-glandolosa, ha radice fusiforme e caule eretto, striato e ramoso.
Le foglie alterne sono o denticolate con denti mucronati terminati da una glandola nera o sinuato-denate-acute o rotonde e mucronate all'apice.
I capolini grandi, solitari e penducolati, hanno fiori giallo-aranciati a linguetta quelli periferici e tubolati i centrali
Principi attivi e Proprietà Terapeutiche
Viene attribuita alla Calendula un'azione emmenagoga ed in effetti si è potuto verificare nei suoi preparati una funzione uterocinetica la quale, anche se no è chiaro il meccanismo d'azione, sarebbe dovuta alla proprietà irritante dei glucosidi a struttura saponica che contiene.
Tali glucosidi (calenduladiolo) aiutati anche da principi attivi di natura flavonoidica (isoquercetina) manifestano un'attività coleretica e diuretica riconosciuta dalla tradizione fitoterapica.
L'utilizzazione più importante però della Calendula è quella di disinfettante e antiflogistica per uso topico nel trattamento delle piaghe, delle ferite infette e delle ustioni.
I poliacetileni, gli acidi fenolici, i polisaccaridi e i saponosidi triterpenici contenuti nella pianta esercitano un'azione batteriostatica nei confronti dello Staphylococcus aureus e di alcuni Streptococchi, determinando nel contempo l'induzione di attività leucocitaria e quindi una rapida guarigione di ferite e di infiammazioni localizzate nel tessuto connettivo. (M. Rossi, Erb. Domani mag. 87)
La nostra crema alla Calendula
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