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La bardana era conosciuta già nell'antichità e ne parlò anche Virgilio (Georg.) descrivendone i frutti che si appigliavano al vello delle pecore ed alle vesti. E' infatti una caratteristica della sua infruttescenza, racchiusa in squame piegate a uncino, di aderire al pelo degli animali, questo facilita la sua disseminazione.
Galeno la descrisse come una pianta con le foglie simili a quelle delle zucche ritenendola un rimedio utile nei disturbi digestivi ed efficace come depurativo e cicatrizzante delle ferite infette.
La pianta apparve anche in uno dei primi erbari stampati del medioevo, l'Herbarium Apulei, dove veniva raffigurata in tutta la grandezza delle sue foglie e definita "erba elefantina" nonché considerata utile rimedio contro un numero infinito di malattie... "ad vulnera omnia, ad febbres, ad interiorum dolorem, ad canis rabbiosis morsum".
Le popolazioni contadine utilizzano ancora i germogli giovani di questa pianta che sono mangiati in insalate cotti come asparagi.
Cresce lungo le strade, tra le macerie o ai bordi dei fossati e fiorisce in luglio - agosto. La bardana è una pianta erbacea, perenne con radice a fittone e caule eretto, striato, ramoso e spesso rossastro.
Le foglie cuoriformi, ovato-denticolate , sono inferiormente molto grandi, ragnatelo-tomentose sotto e mucronate all'apice. Le infiorescenze in racemi o corimbi hanno capolini lungamente peduncolati con involucro ricoperto di squame lineari-uncinate ad amo. I fiori sono tutti ermafroditi e porporini.
PRINCIPI ATTIVI E PROPRIETA TERAPEUTICHE
La radice di bardana contiene una notevole quantità di inulina - un idrato di carbonio contenente levulosio - una sostanza ad attività antibatterica, l'alfa-metilen-butirrolattone e un glucoside del gruppo della picropodofillina, la arctina. Contiene inoltre fitosteroli e vitamine del gruppo B.
La bardana ha largo impiego come depurativo per la sua azione diuretica, diaforetica e stimolante delle funzioni epatobiliari e nella terapia dell'acne, foruncolosi e piodermiti in generale.
Per quel che riguarda la presunta azione ipoglicemizzante della bardana sembra che questa proprietà sia attribuibile alla presenza nella pianta di vitamine del gruppo B e dell'inulina le quali esplicherebbero un ruolo importante nel metabolismo dei glucidi; la droga, introdotta nell'alimentazione dei ratti, aumenterebbe le riserve del glicogeno epatico per un migliorato assorbimento ed utilizzazione del levulosio proveniente dall'idrolisi dell'inulina. (BENIGNI-CAPRA, Le piante medicinali).
L'azione batteriostatica e antibiotica, invece, pare sia dovuta alla sostanza lattonica che si sarebbe dimostrata attiva sullo Staffilococcus albus, auretis, hemolyticus, viridans, sui pneumococchi, sul bacterium subtilis e sul clostridium tetani. (INVERNI, Fitoterapia).
LA NOSTRA TINTURA MADRE
Per le conclamate azioni depurative e diaforetiche, 40-50 gocce dopo pranzo e dopo cena in un bel bicchiere d'acqua possono essere di qualche giovamento nell'aiutare il fegato al processo digestivo, specie in caso di digestione pigra o rallentata.
la pagina dei consigli farmaceutici ha trattato l'Erba Elefantina
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