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L'insulina, la Rivoluzione del 1? Marzo 2000 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedì 11 dicembre 2006

UNA GRANDE RIVOLUZIONE E? UN MOMENTO DI VERO PERICOLO PER TUTTI I DIABETICI CHE UTILIZZANO INSULINA (INSULINODIPENDENTI)

 

Dal primo Marzo del 2000, come per incanto e in un sol colpo, non si sono trovate pi? in commercio, n? si posono acquistare e non si potranno ottenere dal Servizio Sanitario Nazionale, flaconi di insulina di qualsiasi tipo e in qualunque quantit?, in pratica tutte le insuline dosate a 40 Unit? o a 20 Unit? per ogni centimetro cubo, sono scomparse d?incanto e non sono pi? reperibili, n? venderle per il farmacista e/o prescriverle per il medico ? diventato un reato perseguito dalla legge.

insulina La stessa cosa ? accaduta per tutte le siringhe da insulina, sia che siano da un centimetro cubo che da due e che riportino la scala dosata in 40 UI o in 20UI.

Dal primo Marzo 2000 istantaneamente tutte le insuline in commercio avranno una diluizione di 100 Unit? Internazionali (UI) per ogni centimetro cubo, ferme rimanendo le altre caratteristiche e i loro specifici nomi .

         Quindi dal primo marzo 2000 tutte le insuline in commercio di qualsivoglia genere e tipo sono state esclusivamente dosate a 100 UI per ogni centimetro cubo di soluzione.

         Per il diabetico cambia poco o nulla, dovr? solo usare la massima attenzione, il numero delle Unit? Internazionali ? quello che deve tenere ben presente, se per esempio utilizza 5 UI la mattina e 10 UI la sera, attualmente, anche dopo il primo Marzo continuer? a iniettarsi 5 UI la mattina e 10 la sera, dovr? prestare per? la massima attenzione a buttare i vecchi flaconi di insulina e a utilizzarne solo di nuovi dosati a 100 UI per centimetro cubo e in pi? dovr? buttare le vecchie siringhe e fornirsi di nuove siringhe che abbiano scale di riferimento compatibili con le 100 UI per ogni centimetro cubo.

         Agire diversamente esporr? a gravi rischi di sovradosaggio o sottodosaggio dell?insulina con tutto quello che ne pu? conseguire e che ? ben noto a tutti i diabetici insulino-dipendenti.

         Perch? questa rivoluzione legislativa? Perch? l?Italia era rimasto l?unico paese d?Europa in cui si usavano ancora le vecchie insuline e le vecchie siringhe. In tutto il mondo ormai da anni si utilizzano solo le nuove siringhe e le nuove insuline.

Attenzione, dunque, noi siamo a vostra disposizione per qualsiasi altra informazione vi necessitasse ed abbiamo attivato un numero telefonico a vostra disposizione  per qualsiasi informazione e chiarimento:

pronto insulina  0775 203 003

 

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la pagina dei consigli farmaceutici ha trattato le nuove modalit? per l'Insulina

 

 

L'insulina, che cos'? e come si usa

Uno degli ormoni pi? importanti, coinvolto nel ciclo dell?assorbimento dei cibi, ? certamente l?insulina. Chimicamente ? un piccolo polipeptide prodotto dalle beta-cellule del pancreas che svolge un ruolo cruciale, come mezzo di trasporto del glucosio (zucchero), all?interno delle cellule. L?ormone si lega a recettori particolari che si trovano sulla membrana delle cellule svolgendo, di fatto, un?azione di trasporto del glucosio dalla superficie all?interno della cellula. La principale malattia del metabolismo che sopraggiunge quando l?azione o la produzione dell? insulina ? insufficiente ? il diabete mellito.

Il diabete ? una delle principali cause di ricorso al medico ed ? la quarta in assoluto tra quelle che portano alla morte in Italia. I costi diretti ed indiretti del diabete e delle sue complicazioni sono stimati intorno ai 12.000 miliardi e sono circa il 12 % di tutta la spesa annua per la sanit? in Italia.

Esistono due ben distinti tipi di diabete: Insulina Dipendente Diabete Mellito (IDDM), anche denominato Diabete di Tipo 1 o Diabete giovanile e il Non Insulina Dipendente Diabete Mellito (NIDDM) anche detto Diabete di Tipo 2 o Diabete dell?et? adulta. IDDM sopraggiunge quando il sistema immunitario attacca e distrugge le cellule pancreatiche che producono l?insulina, mentre il NIDDM sopraggiunge quando le cellule del corpo perdono la capacit? di rispondere, efficientemente, all?insulina, questa condizione viene solitamente definita come ?insulino resistenza?.


In tutti e due, IDDM e NIDDM, la conseguente iperglicemia da luogo ad una escrezione del glucosio in eccesso con le urine ( tra l?altro questo fatto determina una sostanziale crescita della produzione di urine) e ad un aumentato rilascio, da parte del tessuto adiposo, di radicali acidi con la conseguenza di una maggiore produzione di chetoni da parte del fegato; l?accumulo di chetoni nel corpo causa una malattia molto pericolosa che pu? condurre sino alla morte denominata ?chetoacidosi?. I pazienti affetti dal NIDDM, specialmente quelli anziani con gravi infermit?, possono sviluppare anche un altra complicazione molto pericolosa per la vita - la condizione iperosmolare non chetosica - che ? caratterizzata da livelli sanguigni di zucchero molto, molto elevati tali che l?iperglicemia protratta nel tempo divenga, per se stessa, pericolosa per la vita e causa di una morte prematura in questi pazienti diabetici.

L?iperglicemia e le anormalit? metaboliche con essa associate - i prodotti della glicosilazione avanzata, l?accumulo intracellulare di sorbitolo, le dislipidemie ecc. ecc. - producono complicazioni molto serie come: le retinopatie, i danni renali, le neuropatie periferiche, l?ipertensione, le malattie connesse con le arterie cerebrali, periferiche e coronariche e spesso, anche, la gangrena neuroischemica che porta all?amputazione degli arti.
Curare l?IDDM richiede da 1 a 4 somministrazioni giornaliere di insulina, con l?aggiunta di una dieta pianificata con accuratezza e l?esercizio fisico. Curare il NIDDM essenzialmente richiede una dieta, esercizio fisico, perdita di peso, la somministrazione di antiglicemici orali e insulina quando diventa necessaria. I pazienti di tutti e due i tipi di diabete debbono ben guardarsi dalle subdole complicazioni della malattia. (Rubenstein AH.JAMA.1996/276:816-821 - Atkinson MA, Maclaren NK. N Engl J Med. 1994/331:1428-1434)
La scelta di una insulina richiede considerazioni sul tipo (umana, bovina o suina), sulla farmacodinamica (tempi di assorbimento e di eliminazione oltre che tempo e durata del picco di efficacia), sulla somministrazione ( dose, frequenza e possibilit? di miscelazione con altre insuline), sul metodo dell?iniezione (siringhe monouso, penne per somministrazione diretta, pompe, ecc. ecc.).
Le insuline di suino e di bovino sono molto purificate e sono derivate direttamente per estrazione dal pancreas di suini e bovini. L?insulina ?umana? pu? essere preparata sia attraverso una modificazione enzimatica dell?insulina di suino o con tecniche DNA-ricombinanti che utilizzano speciali culture batteriche. Oggi il tipo di insulina di scelta generale dovrebbe essere quella ?umana? non fosse che perch? essa ?, sostanzialmente, quella meglio tollerata dal punto di vista immunologico.

L?insulina pu? essere utilizzata a pronto effetto, a media durata d?azione o a lunga durata d?azione. L?insulina pura immodificata ( solubile ) ha un effetto di tipo pronto con una azione che mediamente si esplica dai 30 ai 60 minuti dopo l?inoculazione, il picco dell?effetto si ha, in genere, da 1 a 3 ore dopo e la durata, mediamente, ? di circa 8 ore.

Negli Stati Uniti ? stato messo a punto un nuovo tipo di insulina umana attraverso una modificazione enzimatica che ha un tempo iniziale di latenza molto breve che va dai 15 ai 30 minuti, questo permette di superare dei seri problemi connessi con il tempo relativo al momento dell?inoculazione. Le insuline a media durata d?azione sono formulazioni in cui viene realizzato un complesso tra l?ormone e una proteina che rallenta, di fatto, il tempo di rilascio dell?insulina; generalmente l?inizio dell?azione ? ritardato da 30 minuti a 3 ore con un picco d?efficacia dalle 2 alle 16 ore ed una durata d?azione superiore alle 24 ore. Le insuline a lunga durata sono, ugualmente, complessi formati dall?ormone con altre sostanze, hanno in genere tempi iniziali di latenza dalle 2 alle 6 ore, con picchi tra le 8-24 ore ed una durata superiore alle 32 ore. In generale queste modalit? di azione (farmacodinamica) variano molto da paziente a paziente, secondo la dose e secondo il posto dove viene effettuata l?iniezione.

Usualmente una miscela di insulina, immediata e a medio termine, ? quella pi? usata, viene somministrata due volte al giorno: la mattina prima di colazione e la sera prima di cena; le insuline premiscelate (bifasiche) sono molto utilizzate, tuttavia molti pazienti preferiscono miscelare da soli le quantit? dei due tipi di cui necessitano. La somministrazione una sola volta al giorno di un?insulina bifasica ? in genere usata, essenzialmente, nei pazienti o molto giovani o molto anziani, nei quali non c?? necessit? di un controllo molto severo o in quei pazienti in cui la produzione di insulina endogena ? ancora presente ma non ne viene prodotta abbastanza. Un regime di somministrazioni plurime pro giorno ? molto diffuso a causa del fatto che porta con facilit? ad un efficace controllo della glicemia, tuttavia ? poco conosciuto che quattro somministrazioni al giorno possono essere, facilmente e nella generalit? dei casi, ridotte a due, inoltre, iniezioni ripetute di insulina a effetto immediato possono aumentare, di molto, il rischio della ipoglicemia o dell?iperglicemia nel caso in cui o un pasto o una somministrazione vengano saltate.
   

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Ultimo aggiornamento ( martedì 27 febbraio 2007 )
 
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