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L'influenza, cosa è e come si cura PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedì 05 ottobre 2009
L'influenza, nonostante sia considerata una patologia a prognosi benigna, nel corso delle epidemie annuali comporta notevoli conseguenze, in termini di morbilità ed anche di mortalità, a carico dei soggetti a rischio elevato (ad esempio, anziani, broncopneumopatici, cardiopatici, pazienti immunocompromessi). Inoltre, considerando la diffusione della malattia, il notevole numero dei casi non diagnosticati e l'inadeguatezza delle attuali misure terapeutiche, il trattamento di scelta dell'influenza è rappresentato dall'immunizzazione attiva mediante l'impiego di vaccini. La vaccinazione antinfluenzale, infatti, permette di ottenere numerosi vantaggi sia per il singolo individuo (riduzione della gravità della sintomatologia e dei decessi nei soggetti a rischio, miglioramento della qualità della vita) che per la collettività, in quanto consente di ridurre i costi diretti (terapie, ospedalizzazioni) ed indiretti (assenze dal lavoro, perdita di produttività) correlati alla patologia influenzale.
Analoghe considerazioni possono essere formulate a proposito delle infezioni pneumococciche. In particolare, in presenza di condizioni predisponenti (ad esempio infezione da virus influenzale, immunodepressione), il pneumococco (Streptococcus pneumoniae) può causare gravi quadri patologici, tra cui i più frequenti e temibili sono la polmonite e la setticemia. Le infezioni sostenute da Streptococcus pneumoniae colpiscono prevalentemente individui anziani o adulti a rischio (cardiopatici, pneumopatici, nefropatici, asplenici, pazienti affetti da HIV). Pertanto, in tali categorie di soggetti la vaccinazione antipneumococcica rappresenta un importante strumento di prevenzione attraverso cui è possibile assicurare a questi pazienti una valida protezione immunitaria. In conclusione, sia nel caso dell'influenza che delle infezioni pneumococciche, il vaccino si rivela un presidio preventivo in grado di esprimere una reale efficacia protettiva, di assicurare una buona tollerabilità e di ridurre la morbilità, la mortalità ed i costi globali legati alla malattia.

influenza Incidenza stagionale

L’influenza segue il tipico andamento stagionale di molte affezioni respiratorie. In particolare, L’attività influenzale ha il suo picco tra dicembre e marzo nelL’emisfero settentrionale, e nel periodo compreso tra aprile e settembre nelL’emisfero meridionale. Nelle aree tropicali L’influenza si manifesta durante la stagione delle piogge, con frequenza e gravità analoghe a quelle registrate nelle zone temperate.

Modalità di diffusione
Analogamente a quanto avviene nella maggioranza delle altre infezioni respiratorie virali, L’influenza si trasmette per via aerea, attraverso contatto interumano diretto. La diffusione della malattia, pertanto, risulta più agevole nelle collettività laddove sono più frequenti le occasioni di contatto e L’affollamento.

La sintomatologia
Dopo una breve incubazione (1-3 giorni), si verifica un esordio brusco caratterizzato da sintomi sia sistemici che espressione di esteso interessamento delle vie aeree. Di solito, sono presenti scarsi reperti obiettivi, rappresentati da iperemia della congiuntiva e dell’orofaringe e congestione della mucosa nasale. L’esame fisico e quello radiologico del torace risultano, in genere, negativi.

Quali sono i virus colpevoli?
Per L’identificazione de virus influenzali, L’OMS ha definito precisi parametri : la tipizzazione antigenica della nucleoproteina (tipo A, B, C); la specie animale per la quale il virus è patogeno (ad es. SW per i suini, EQ per gli equini; in assenza di sigle si intende che il virus è patogeno per L’uomo); la località in cui è stato isolato per la prima volta; il codice del ceppo, rappresentato da un numero correlato alla cronologia di isolamento per un dato laboratorio in un determinato anno; L’anno di isolamento. Per i virus di tipo A vengono anche stabiliti i sottotipi in base alle proprietà antigeniche delle proteine di superficie emoagglutinina (antigene H) e neuraminidasi (antigene N).

Perché ogni anno c’è un rischio di epidemia?
L’andamento dell’infezione da virus influenzale, caratterizzato da epidemie stagionali che si susseguono tutti gli anni, è correlato alle periodiche mutazioni antigeniche grazie alle quali il virus è in grado di sfuggire al controllo del sistema immunitario. Tali variazioni antigeniche (piuttosto frequenti e di maggiore entità per i virus tipo A, minori per i virus tipo B e non riscontrati nel caso del virus di tipo C) interessano prevalentemente gli antigeni virali di superficie: L’emoagglutinina e la neuroaminidasi.

Come si cura?
La terapia delL’influenza non complicata è sostanzialmente sintomatica. Gli antibiotici andrebbero impiegati solo in presenza di superinfezione batterica documentata o come presidio preventivo per le infezioni batteriche nei pazienti a rischio elevato. L’uso di farmaci antivirali (amantadina e rimantadina) va riservato ai soggetti ad alto rischio non vaccinati ed a quelli in cui la vaccinazione è controindicata.

 

Sintomi

Rimedi

Febbre (38°-39° e oltre)

Cefalea

Astenia intensa

Artromialgie

Rinite

Faringite

Tosse secca

Riposo a letto

Adeguato apporto di liquidi

Anti-infiammatori ed analgesici

Sedativi della tosse

Antifebbrili

Coadiuvanti della respirazione

Dieta equilibrata

 

Le complicazioni

La polmonite virale primitiva, la polmonite batterica secondaria, la laringotracheobronchite, crisi d'asma e la miocardite sono le principali e più importanti complicazioni dell'influenza per le quali è necessario che la stessa influenza venga sempre diagnosticata e seguita dal vostro medico di famiglio evitando sempre e comunque l'autodiagnosi e l'autocura; solo una accurata e giornaliera visita auscultiva del medico vi mette a riparo da queste gravi malattie conseguenti.


 

 la pagina dei consigli farmaceutici ha trattato l'Influenza

 

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