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I Geloni e le reazioni della pelle al freddo PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
martedì 20 ottobre 2009

derma La struttura della pelle umana non è fatta per sopportare efficacemente il freddo. Non è possibile sopravvivere allo stato naturale senza coprirsi efficacemente, contrariamente a quanto succede per gli animali coperti di pelo, di piume che resistono molto bene al freddo arrivando sino ad ibernarsi. L'intensa vascolarizzazione della pelle ci permette di lottare con maggiore efficacia piuttosto verso il caldo che verso il freddo. Il risultato di tutto questo è una particolare sofferenza del freddo nella specie umana che finisce con l'evidenziarsi con numerose malattie.

Tra queste vogliamo prendere, ad esempio, una delle più note e delle più fastidiose: i Geloni.

L'esposizione ad una bassa temperatura, al di sotto dei 5 °C ed ancor peggio al di sotto dello 0 °C, produce una energetica vasocontrizione, venosa ed arteriolare che finisce con il generare un pallore della pelle. La pelle che in questo modo viene meno irrorata dal sangue si dissecca, si desquama, si spacca e finisce con il necrotizzare (morire) e la conseguenza più vistosa è che l'idratazione del mantello corneo diminuisce massicciamente.

Per fortuna esistono delle anastomosi (vie di comunicazione tra i vasi sanguigni) arteriovenose che si aprono e divengono pervie per l'effetto del freddo.

jogging A seconda degli individui la pelle si arrossa (anastomosi che si aprono) o, al contrario, diviene bluastra o scolorisce (anastomosi che si chiudono). Anche se una temperatura molto bassa può provocare delle necrosi della pelle, in tutti i soggetti esposti al freddo, questo non significa che tutti siamo uguali nel modo di reagire al freddo, anzi, al contrario, la capacità con cui si aprono le anastomosi varia da individuo ad individuo sensibilmente.

E' frequente, in Inverno, avere la pelle secca che produce una desquamazione e delle piccole fessure che generano sulla punta delle dita le fastidiose pellicine o piccole screpolature delle labbra. Se un individuo ha già la pelle secca in altre stagioni (probabilmente soffre di Ittiosi) il freddo dell'Inverno ne aggrava sensibilmente i sintomi. I soggetti che soffrono di dermatiti atopiche, dove c'è una spiccata iperattività della pelle, vedono, in questa stagione, risorgere le loro dermatosi ed una cosa molto simile capita anche a quanti soffrono di Psoriasi.

Ci sono poi molte altre malattie come la Sclerodermia o il Lupus che vedono aumentare notevolmente il numero delle lesioni quando la temperatura si abbassa.

Un bruciante e doloroso eritema si sviluppa spesso ai piedi per l'abitudine di portare le scarpe intrise di umidità o addirittura per l'immersione prolungata in acqua fredda, l'eritema può aggravarsi in alcuni casi e provocare dei veri e propri geloni anche se è molto raro che questi diano manifestazioni necrotiche.

I Geloni sono il risultato di una prolungata esposizione al freddo intenso. Si possono suddividere in diversi gradi.

  • Il primo grado colpisce solo l'epidermide ed è il cosiddetto eritema gelonico.

  • Il secondo grado si manifesta con la necrosi dell'epidermide e la formazione di bolle.

  • Il terzo grado colpisce il derma con formazione di piaghe nerastre.

  • Il quarto grado colpisce le aponeurosi, i muscoli ed i tendini distruggendoli.

I Geloni sono molto dolorosi ma ad iniziare da un certo grado di necrosi il dolore diminuisce all'aumentare della gravità poiché risultano distrutte, progressivamente, le terminazioni nervose.

I Geloni si riproducono frequentemente nei soggetti predisposti o che soffrano di malattie circolatorie che favoriscono una reazione vasomotoria; colpiscono più frequentemente le donne che i maschi. Scientificamente sono definiti come Acrosindrome (nome generico delle turbe vasomotorie delle estremità). Colpiscono le dita, le orecchie, i talloni, le ginocchia, le unghie e il naso.

Il Gelone è costituito da una tacca rosso vivo che si secca e diviene rosso-violacea, dolorosa e soprattutto pruriginosa. Piaghe e bolle non sono affatto una rarità.

Si presentano, spesso all'inizio dell'Inverno in soggetti specialmente giovani già colpiti dall'acrocianosi, dall'eritrocianosi o dalla malattia di Raynaud, sono recidive ogni anno ma in genere sono benigni e scompaiono con l'avanzare dell'età. In soggetti particolarmente predisposti i geloni possono presentarsi anche in stagioni non particolarmente fredde o, addirittura, per semplice immersione degli arti in acqua fredda.

Le cure si basano essenzialmente sulla prevenzione:

  • non fumare (il fumo procura una pericolosa vasocostrizione dei piccoli vasi delle estremità),

  • portare i guanti,

  • evitare di avere le mani umide o bagnate,

  • evitare l'acqua fredda...

  • L'assunzione di vitamina D è spesso consigliabile quando inizia l'Inverno per tutti quelli che hanno una certa predisposizione a contrarre i geloni, meglio ancora se seguendo il consiglio del proprio medico, si prendono congiuntamente dei vasodilatatori periferici.

  • Svolgere una moderata attività fisica che vascolarizzi correttamente le estremità fisiche

Comunque le applicazioni locali di creme o quanto altro a base di cortisone e derivati è vivamente controindicato, mentre è bene applicare delle creme idratanti e protettrici.

E' perfettamente inutile assumere complessi vitaminici di vario tipo o effettuare terapie vasculoprotettrici come quelle indicate per varici, emorroidi, ecc.

E' bene evitare anche creme o altro a base di polialcoli come la glicerina che finirebbero per far aggravare la malattia e che sono spesso presenti nelle creme per mani di tipo cosmetico e casalingo.

Quando i geloni danno luogo a lesioni inguaribili è necessario ricorre alla somministrazione per via generale e non locale di corticosteroidi e prendere in considerazione un cambio di clima che in questi rari casi si impone.

La terapia delle forme gravi di geloni necessita di un ricovero in strutture specializzate dove possa essere fatta una meticolosa pulizia chirurgica delle lesioni necrotiche con una rivitalizzazione generale, spesso, molto delicata.

 

Vocabolarietto in tema:

Anastomosi: "corto circuito" tra una piccola vena ed una piccola arteria

Ittiosi: maturazione anormale e incompleta della cheratina, spesso congenita. Con questa malformazione la pelle presenta un aspetto scaglioso

Atopico: specifico del soggetto di tipo allergico che riunisce varie malattie come l'eczema, l'asma, l'orticaria, il raffreddore allergico, il mal di testa, la pelle secca.

Sclerodermia: fibrosi più o meno generalizzata del derma

Lupus: malattia dovuta ad alcuni anticorpi che ledono la pelle, le articolazioni, il cuore, i reni e che spesso si accompagna ad ipertensione arteriosa.

Acrosindrome: nome generico dei disturbi vasomotori delle estremità (dita delle mani e dei piedi) come a titolo d'esempio l'acrocianosi, la malattia di Raynaud, ecc

 

 

la pagina dei consigli farmaceutici ha trattato i Geloni

 

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Ultimo aggiornamento ( martedì 20 ottobre 2009 )
 
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