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MILANO - Il mal di schiena è la seconda causa più frequente di dolore dopo il mal di testa e la prima causa di assenza dal lavoro. Più dell'85 per cento delle persone l'ha provato almeno una volta nella vita e, secondo dati dell'European Foundation for the Improvement of Living and Working Conditions, ben il 25 per cento dei lavoratori europei deve fare i conti con questo disturbo. I fattori responsabili sono diversi, ma sicuramente uno dei principali è la postura, come emerge da una ricerca condotta su 15mila persone in 7 Paesi europei dall'Osservatorio europeo del mal di schiena dell'Associazione europea chiropratici. Che posture scorrette ripetute e mantenute nel tempo possano nuocere alla schiena e che la loro correzione abbia effetti positivi lo conferma anche uno studio appena pubblicato online sul British Medical Journal, condotto su 134 individui che a causa del mal di schiena cronico si erano dovuti assentare dal lavoro per almeno tre mesi. Continua su Corriere Salute
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MILANO - Che i chili da perdere siano pochi o tanti, bisogna fare molta attenzione a come si affronta il problema. Esaminando le tante proposte per perdere peso, si ha la netta sensazione che per molte di esse i rischi siano assai più numerosi dei possibili benefici. Ci sono però tre criteri che, forse più degli altri, possono aiutare a valutare. Il primo: il tipo di soluzione consigliata. Il nostro peso è determinato da una serie di fattori: genetici, ambientali, metabolici, comportamentali, culturali, economici. Di fronte a tanta complessità è improbabile che una soluzione tanto semplice come una dieta prestampata, che non considera abitudini, preferenze, necessità del singolo, i suoi stati d'animo e le sue emozioni, possa rivelarsi efficace. Il secondo criterio: la «normalità» o la «stranezza». Un programma strampalato, che escluda interi gruppi di alimenti, che non incoraggi uno stile di vita salutare, deve lasciare quantomeno perplessi. Il terzo: da chi viene la proposta e qual è il tono usato. Quando si parla di obesità, i maggiori esperti riconoscono che è una malattia cui prestare attenzione per tutta la vita. Un atteggiamento completamente diverso da quello di chi usa toni trionfalistici e promette soluzioni «lampo» e durature. E anche se i chili da perdere sono pochi, i rischi possono essere tanti, soprattutto se quella di mettersi a dieta è diventata una abitudine. Ricorrere in modo protratto e ripetuto alla restrizione calorica può portare, oltre che a carenze nutrizionali, ad una destabilizzazione del comportamento alimentare. E allora? Il problema va affrontato correttamente. I consigli dei cinque esperti che abbiamo interpellato possono aiutare a partire con il piede giusto.
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ROMA, lunedì, 15 marzo 2010 (ZENIT.org).- L’aborto in Europa ormai impressiona sia per le cifre, sia per le tendenze in atto, sia per l’impatto sociale e politico del fenomeno. Né la società né le istituzioni possono rimanere indifferenti.
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Leggi tutto... [ABORTO IN EUROPA: UNA GUERRA DA VINCERE]
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L'istituto superiore di sanità testerà su 50 pazienti operati per melanoma il vaccino per evitare che la neoplasia ritorni. La terapia prevede la somministrazione dell’interferone alfa e di un farmaco che si usa per la chemio. Negli ultimi dieci anni, l’incidenza di questo tumore è aumentata del 15%
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Leggi tutto... [Un vaccino per prevenire il melanoma Parte la sperimentazione made in Italy]
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Approvata il 9 marzo in via definitiva alla Camera, con 476 voti favorevoli, la legge recante disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.
Il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha espresso la soddisfazione del Governo e la propria personale, anche come medico, perché la legge, approvata in un clima di "assoluto e positivo confronto", rappresenta "un traguardo importante".
"La legge in esame - ha dichiarato - migliora la qualità di vita di chi vive in una situazione di sofferenza fisica e sostiene le famiglie, che vivono quindi un dramma non paragonabile agli altri drammi."
Il Ministro ha sottolineato che il provvedimento "colma un grosso vuoto". Attualmente infatti i malati terminali in Italia che ogni anno necessitano di cure palliative sono 250 mila, 160 mila sono oncologici e 90 mila con altre patologie: patologie cardiache, respiratorie, neurologiche e infettive. Accede tuttavia al programma di cure palliative solo il 40 per cento dei malati oncologici e meno dell'1 per cento di quelli non oncologici.
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Il 16 marzo 2010 si terrà, presso l'Auditorium del Ministero della Salute, in Lungotevere Ripa 1, il seminario di presentazione del Manuale "Gestione del Rischio Clinico e Sicurezza delle Cure negli Ambulatori dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Famiglia"".
Il Manuale costituisce uno strumento metodologico di base per la scelta delle attività e delle misure da adottare nel contesto delle attività per la sicurezza delle cure, negli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri di famiglia e per la realizzazione di programmi di formazione continua in tale ambito.
Il 23 marzo si terrà una conferenza stampa alla presenza del Ministro della Salute Ferruccio Fazio.
Consulta il programma (pdf, 50 Kb) e, per maggiori informazioni sul tema, vai all'area tematica "Governo clinico, qualità e sicurezza delle cure".
(cg - Redazione Ministerosalute.it - 10 marzo 2010)
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“In Italia non è possibile un’asta di ovuli umani perché la Legge 40 lo impedisce”: questo il commento dell’Associazione Scienza & Vita alla sconcertante notizia che in Inghilterra si metteranno in vendita ovuli di giovani donne destinati alla fecondazione in vitro.
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