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Sulla scorta delle indicazioni fornite dall’Unità di Crisi, istituita il 29 aprile 2009, con Ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri del 31 luglio 2009 è stato stabilito che il 40% della popolazione italiana (circa 24 milioni di persone) fosse vaccinata contro l’influenza AH1N1.
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Leggi tutto... [INFLUENZA A/H1N1: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE]
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di Claudia Navarini Azzola
1. Il problema e il termine
La bioetica, disciplina fino a pochi anni fa nota prevalentemente fra specialisti, è decisamente entrata nel pubblico dibattito, configurandosi come uno degli ambiti che abbracciano il maggior numero di "questioni civili" - come le chiama sant'Aurelio Agostino (354-430) nel De Rhetorica -, cioè quelle questioni che "[...] ci si vergogna di non sapere".
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Le armi più comunemente utilizzate per sconfiggere il cancro sono la radio e la chemioterapia, strategie terapeutiche che usano agenti fisici o chimici in grado di indurre lesioni del DNA. Tali lesioni attivano una risposta cellulare che porta le cellule danneggiate al suicidio o morte. Oltre alle cellule trasformate (cancerogene) questi trattamenti aggressivi possono colpire anche cellule di organi sani scatenando effetti collaterali indesiderati. La perdita di fertilità, soprattutto nelle donne, è sicuramente uno degli effetti collaterali permanenti che ha un maggior impatto sulla qualità della vita dei pazienti guariti dalla chemioterapia.
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Intervento del segretario generale della Cei vescovo Mariano Crociata
Roma, 23. "L'obiezione di coscienza è anche un diritto che deve essere riconosciuto ai farmacisti permettendo loro di non collaborare direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti che hanno per scopo scelte chiaramente immorali come l'aborto e l'eutanasia". È quanto ha affermato il segretario generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), il vescovo Mariano Crociata, intervenendo al convegno nazionale dell'Unione cattolica farmacisti italiana, dal titolo "L'obiezione di coscienza del farmacista tra diritto e dovere".
La questione dell'obiezione di coscienza - ricorda monsignor Crociata - nasce dal conflitto interiore dell'uomo "posto di fronte all'alternativa, a volte lacerante, fra il comando della legge, che imporrebbe una determinata azione, e l'imperativo della propria coscienza - rispondente a motivazioni religiose, ma anche etiche o ideologiche - secondo cui quella azione risulta inaccettabile. Il riconoscimento della possibilità di appellarsi alla "clausola di coscienza" è diretto appunto a superare tale conflitto interiore tra coscienza individuale e obbligo legale". L'obiettore, cercando di evitare gli "esiti insanabili e gravissimi" che derivano da una legge ingiusta di cui sia destinatario - spiega monsignor Crociata citando il giurista Francesco D'Agostino - "dicendo di no alla legge intende dire di sì al diritto".
Tradizionalmente - ha continuato nel suo intervento il segretario generale della Cei - la possibilità dell'obiezione di coscienza è stata riconosciuta con riguardo al servizio di leva obbligatorio e agli interventi diretti all'interruzione volontaria di gravidanza, cioè ai due casi tipici che per la loro radicalità permettono di mettere in evidenza i referenti essenziali dell'obiezione stessa: "Sono casi emblematici perché, pur nella loro diversità, appaiono entrambi legati direttamente al fondamentale principio del non uccidere. In questo quadro si colloca anche la questione del diritto-dovere dei farmacisti all'obiezione di coscienza, che viene oggi in discussione sia di fronte a taluni farmaci abortivi (come la Ru486, per i farmacisti ospedalieri) o potenzialmente abortivi - quale in concreto la cosiddetta pillola del giorno dopo - sia di fronte a taluni sviluppi (o meglio involuzioni) che si profilano in materia di fine vita, considerato che in alcuni Paesi europei, come a esempio in Belgio, risulta già in vendita nelle farmacie un kit eutanasico".
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Il dibattito in corso sui temi di bioetica necessita una riflessione profonda che vada al di là delle contingenze politiche e storico-sociali. I temi dell'aborto, della fecondazione assistita e del testamento biologico sono stati affrontati dal filosofo e bioeticista Mario Palmaro, nel corso di una conferenza tenuta lo scorso 7 ottobre presso la Fondazione Lepanto.
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Holly Patterson aveva appena compiuto 18 anni quando entrò in un consultorio californiano dell'associazione «Planned parenthood» chiedendo una pillola per abortire. In realtà non sappiamo cosa chiese.
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MILANO - La Sardegna è una delle otto regioni che non hanno una banca del sangue cordonale (che sono in totale 18, vedi cartina). La struttura dovrebbe essere in dirittura di arrivo, ma ancora alle donne dell'isola, al momento del parto, non resta che cestinare il prezioso cordone (che contiene cellule staminali in grado di "generare" le diverse componenti del sangue), o rivolgersi a una banca all'estero per conservare a proprie spese (circa 2000 euro, più a volte una sorta di "canone") il sangue cordonale a scopo autologo, ovvero "privato".
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