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Se i figli diventano un "prodotto"... |
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Quante volte abbiamo detto che purtroppo i figli non sono più figli, ma oggetti, e che nell’immaginario dei nostri adolescenti passa il sentimento di essere una “scelta”, un “diritto”, un “prodotto”? Una riprova, se ce n’era bisogno, è arrivata dall’intervista ad “Anno Zero” del 17 febbraio fatta alla giovane cantante “Emma”, vincitrice di “Amici”, e seconda al Festival di Sanremo.
La ragazza risponde al’intervistatore: “E’ troppo tempo che mi sento chiamare prodotto, prodotto televisivo. Io non sono il prodotto di nessuno, sono il prodotto dei miei genitori.” Certo, la giovane cantante avrà voluto così esprimere l’affetto a mamma e papà, ma è un lapsus interessante, che come avviene per le parole che usiamo senza premeditazione, svela ciò che abbiamo assimilato. E dentro la generazione attuale c’è il concetto, che già esprimevo tempo addietro, secondo cui: “il figlio è di norma un investimento. Lo si definisce anche "prodotto (del concepimento)", "diritto (della coppia)".” (Journal of Medicine and the Person. Dicembre, 2007).
Non è un bel segno, perché immette nel concetto di “figlio” l’idea di produzione, che ameremmo che si lasciasse al mondo degli automezzi o dei computer. Certo che a leggerla bene, l’intervista ad Emma ha anche altri risvolti interessanti, come quando spiega che la madre “andava con le scarpe bucate piuttosto che farmi andare con i libri usati”. E anche questo, lungi da essere un giudizio sulla ragazza o sui ragazzi in genere, la dice lunga su quanto sia cambiato il mondo giovanile: ai miei tempi comprare i libri usati non era un disonore; oggi sembra che lo sia. Oggi non andare con la “maglietta” alla moda o i jeans griffati è un must; ai miei tempi si raccattava quello che c’era. Con le dovute eccezioni, ma andar vestiti sponsorizzati è venuto dopo. E questo non solo è un peso sulle famiglie dal punto di vista economico, ma è entrato così profondamente come un imperativo in tutti i ceti, che si arriva a fare sacrifici per il superfluo dei figli, per farli apparire, perché non abbiano a vergognarsi di aver comprato “libri usati”.
Come è chiaro che il vulnus a questa generazione l’ha fatto la generazione precedente e soprattutto quella ancora prima, quella del ’68, facendo loro credere che la vita vale solo a certe condizioni, facendo loro capire di essere dei prodotti che se non vengono bene si rimandano al mittente nella maggior parte dei casi! Tutto il resto, pornografia dei rapporti compresa, è solo una conseguenza, e i media che oggi fanno i neopaladini di pudore e decenza, svegliandosi d’improvviso e facendo come se l’attacco alla decenza non fosse chiaro e lampante già da anni - senza voler noi scusare nessuno che trascende, sia ben chiaro - sono davvero poco credibili.
© bussolaquotidiana.it - 21 febbraio 2011
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Se non ritiro gli esami rischio di doverli pagare per intero (non solo il ticket)? |
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La misura non ha scopo punitivo, ma vuole favorire una corretta fruizione dei servizi sanitari
fonte: Corriere salute
Se non ritiro gli esami rischio di doverli pagare per intero (non solo il ticket)?
La misura non ha scopo punitivo, ma vuole favorire una corretta fruizione dei servizi sanitari
Mi hanno detto che se dimentico di andare allo sportello della Asl a ritirare i risultati degli esami che ho fatto posso vedermi addebitare il conto di tutti i controlli eseguiti, proprio degli esami, non del solo ticket. E che questo varrebbe perfino per chi è esente da ticket. C’è davvero qualche legge che lo prevede o è solo una minaccia? Non mi sembra comunque giusto punire in modo tanto grave una dimenticanza. E poi come farò la Asl a mettere in pratica concretamente tanta severità e a riscuotere i quattrini?
Risponde Alessandro Ghirardini, direttore Ufficio III, Dir. generale della Programmazione sanitaria
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L'aborto non è mai una buona medicina |
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LONDRA, 17. Una vittoria delle donne. E della verità su una realtà così drammatica e complessa come quella dell'aborto, che mai può essere considerata come "sicura". È questa la reazione delle organizzazioni pro-life al pronunciamento di un giudice britannico che ha respinto la richiesta di consentire alle donne di compiere l'aborto chimico nella propria abitazione e non all'interno e sotto il diretto controllo di normali strutture sanitarie. Dopo settimane di dibattimento, il giudice Michael Supperstone dell'Alta Corte di Londra ha ritenuto infatti che permettere l'aborto "fai da te" rappresenti un tentativo inammissibile di reinterpretare l'Abortion Act del 1967.
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Lo zinco riduce i fastidi e la durata |
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Integratori a base di zinco per ridurre fastidi e durata delle malattie da raffreddamento. A promuovere il minerale è una revisione di 15 trial condotti su 1.360 persone, pubblicata sulla Cochrane Library. Secondo gli autori, i risultati possono aiutare a ridurre i giorni persi al lavoro e a scuola per colpa del raffreddore.
Secondo le stime, infatti, questo malanno di stagione è responsabile di circa il 40% delle assenze dagli uffici e di milioni di giorni di scuola persi ogni anno. L’idea di testare lo zinco contro il raffreddore arriva da una ricerca del 1984: l’analisi rivela ora che sciroppi, pasticche o pillole di zinco, presi entro un giorno dai primi sintomi del malanno, riducono gravità e durata dei sintomi.
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Scatta oggi la distribuzione dei «bonus bebè» promessi dalla Regione, un carnet di 25 voucher da 10 euro l'uno.
I genitori di ogni nuovo nato dal 1 gennaio al 31 dicembre 2011 potranno ritirarli presso la loro Asl, presentando l'attestato di nascita rilasciato dal reparto di Ostetricia o il certificato di nascita rilasciato dal Comune, il certificato Isee e un documento di identità.
Due i requisiti: la residenza del neonato in Piemonte e la certificazione Isee rilasciata dopo la data di nascita del bambino, non superiore a 38mila euro.
© La stampa
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