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Perché cibo e acqua non sono mai terapia |
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Tommaso Scandroglio - © labussolaquotidiana.it 23 marzo 2011
Piergiorgio Welby, prima di farsi staccare il respiratore e così morire il 20 dicembre del 2006, suggerì nel suo libro “Lasciatemi morire” alcuni steps per giungere alla legalizzazione della dolce morte. Al secondo posto troviamo, dopo aver ottenuta una legge sul testamento biologico, la necessità di assegnare alla Commissione Sanità lo studio degli aspetti legati a nutrizione e idratazione. Welby, al pari di altri sostenitori del pensiero necroforo, aveva capito benissimo che attorno a idratazione e alimentazione si sarebbe giocata la partita decisiva sull’eutanasia.
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Nucleare e salute, nessun rischio per l’Italia |
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Nessun pericolo per l'Italia dagli incidenti alle centrali nucleari giapponesi. Gli unici rischi teorici potrebbero venire dai prodotti alimentari importati dal Giappone: per questo il Ministero ha disposto l'aumento dei controlli su questi prodotti (soprattutto pesci, crostacei, caviale, soia, alghe, tè verde) confezionati dopo l'11 marzo, data del terremoto. Leggi l'approfondimento.
Per i cittadini italiani o stranieri provenienti dal Giappone dopo l'evento dell'11 marzo ecco l'elenco dei centri di riferimento, individuati dalle Regioni, in grado di effettuare controlli e prestare assistenza, ove necessario.
Vedi anche: Comunicato stampa del 18 marzo 2011 n. 59 - Incidente nucleare in Giappone, primi controlli su italiani al rientro nel nostro Paese. Nessun rischio per la salute
© .salute.gov.it
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Ricoveri ospedalieri, analisi dei dati 2009 |
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Il Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero per l’anno 2009 si presenta rinnovato ed arricchito, per offrire una più approfondita e dettagliata analisi delle principali caratteristiche dell’assistenza ospedaliera erogata in Italia; oltre a riportare undici nuove tabelle relative all’area neonatale, agli indicatori economici e di controllo, il Rapporto presenta una nuova aggregazione delle strutture sanitarie relativamente alla natura pubblica o privata degli erogatori; infine, l’adozione delle nuove versioni della classificazione ICD-9-CM, DRG ed ACC a partire dal primo gennaio 2009 introduce una serie di variazioni rispetto agli anni precedenti nella descrizione dell’attività.
A partire dalla presente pubblicazione, inoltre, è stato adottato un nuovo schema di raggruppamento delle strutture sanitarie (descritto nelle pagine dell’introduzione), relativamente alla natura pubblica o privata degli erogatori, che consente una migliore lettura ed una più puntuale descrizione dell’attività ospedaliera erogata sul territorio nazionale. L’attività ospedaliera nel 2009 è caratterizzata da una netta diminuzione del volume di ricoveri e di giornate erogate rispetto all’anno precedente, con circa 500 mila ricoveri e 2 milioni di giornate in meno.
La riduzione più consistente, quasi il 9% in meno, si osserva nell’attività per Acuti in Day Hospital, coerentemente con la forte spinta al trasferimento verso il regime ambulatoriale; anche il Day Hospital riabilitativo si riduce (-3,6%), mentre aumenta leggermente l’attività di riabilitazione in regime ordinario; l’attività per Acuti in regime ordinario mantiene il suo trend decrescente, mentre l’attività di lungodegenza si assesta su valori sostanzialmente analoghi all’anno precedente.
© .salute.gov.it |
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Sono Luca, ero gay, ne sono veramente uscito e sono veramente discriminato |
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Mica tutti i “coming out” sono graditi. Sulla pubblica confessione del 39enne Luca di Tolve (a cui pare si sia ispirata la canzone di Povia, durante Sanremo 2009 e vincitrice del “Premio Mogol”) di essere tornato eterosessuale, si è scatenato un finimondo, a confermare la violenza culturale che la lobby omosessuale ha creato. Coronato Mister Gay nel 1990, manager di successo, andava alle feste di Versace, era ospite a bordo dello yacht di Puff Daddy, organizzava crociere animate da drag queen e transessuali, versione omosex della Nave dell’amore. Guadagnava bene, viveva nel centro di Milano, girava con l’autista ed era anche un noto dirigente dell’Arcigay. Il Giornale aggiunge che fino ai 27 anni Luca viveva di «festini», di rapporti occasionali, consumati anche all’aperto, o come si dice in gergo di «cruising». Party notturni, alcol, sesso facile e promiscuo. Poi è arrivata la malattia, la sieropositività al virus Hiv, che ha fatto strage di omosessuali (Il Centers Disease Control ha mostrato che le diagnosi di HIV tra gli omosessuali attivi negli Stati Uniti sono 44 volte superiori a quelle degli altri uomini, Ultimissima 18/10/10).
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