farmacia della stazione frosinone gabrielli
Benvenuto nella Farmacia della Stazione

Una tradizione da 60 anni al vostro servizio farmacia-della-stazione  di Gabriele Gabrielli 

La nostra farmacia ? situata in Frosinone

Via Don Minzoni 70-72, nei pressi della stazione ferroviaria.

Per contattarci potete chiamare allo               0775-291603       

oppure inviare un fax allo 0775-203058

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Qualche piccola news storica: 
Nel lontano 1937 Gabriele Gabrielli, chimico farmacista, apriva  la nostra farmacia.  

Gli succedette nel 1943 il figlio, Renato Gabrielli, chimico farmacista, che divenne titolare in pieno periodo bellico.  Nel 1965, Gabriele Gabrielli divenne l?attuale titolare...

Oggi,la nostra ? una farmacia moderna ed organizzata,la tradizione,iniziata dai nostri predecessori, foto_interno continua e avendo a disposizione un moderno ed attrezzato laboratorio, possiamo approntare qualsiasi tipo di preparato galenico ed erboristico.

Nel nome della tradizione vi garantiamo la qualit? di ogni preparazione.

Ogni nostra risorsa ? destinata alla difesa della vostra salute.

Dove siamo e come rintracciarci a Frosinone:

(clicca sulle immagini per ingrandirle)

Via Don Minzoni, 70 Frosinone
La Farmacia ? vicina alla Stazione
e a Via Monti Lepini - Frosinone   
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Consulta anche:

 

? Codice Deontologico del Farmacista 

 

? Carta qualit? della Farmacia 

 
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L'esercizio: «medicina» per l'umore

equilibristi.jpg Che l'esercizio fisico migliorasse l'umore è cosa nota da tempo. Ma alcuni studi aggiungono due novità a questo assunto. Il primo è che l'esercizio fisico regolare è in grado di produrre una vera e propria rigenerazione in alcune zone del cervello che vanno in «sofferenza» quando si è colpiti da depressione. La seconda novità è che l'esercizio fisico può avere anche un effetto preventivo nei confronti dei disturbi dell'umore. Lo spiega in un'intervista video il professor Claudio Mencacci, primario di psichiatria all'ospedale Fatebenefratelli, di Milano. L’effetto è maggiore se l’attività viene svolta durante le ore più luminose della giornata. Guarda il video su Corriere Salute

 
Intolleranze: attenzione alla diagnosi
intolleranze-alimentari.jpg Intolleranze alimentari: il problema è la diagnosi?

Da qualche anno, le intolleranze alimentari o pseudoallergie (nulla a che fare con le vere allergie alimentari) sono diventate il pretesto per una batteria di accertamenti costosi ma approssimativi e in certi casi perfino inaffidabili. 

Le intolleranze alimentari esistono realmente e le statistiche ne confermano il continuo aumento, ma non di rado sono occasionali (in corso di convalescenze), stagionali (in rapporto alla fioritura dei pollini) e comunque di difficile accertamento per la mancanza nel sangue di anticorpi specifici che ne confermino la presenza. Infatti, mentre è relativamente facile documentare l'esistenza di una vera "allergia", in base alla presenza di specifici anticorpi, non esistono certezze per altre reazioni avverse agli alimenti o presunte intolleranze. 

Eppure, afferma il noto nutrizionista Eugenio Del Toma, "il lato più scoraggiante della vicenda non sta tanto nel prosperare di un sottomercato più commerciale che scientifico quanto nel danno alla salute che può derivare dalle conseguenti diete.
I pazienti sottoposti a questi test ricevono indicazioni dietetiche severissime, con esclusione di interi gruppi di alimenti e quindi col pericolo di aggiungere anche la beffa della malnutrizione, dovuta alla monotonia alimentare e alle conseguenti carenze vitaminico-minerali".
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Astronuati sperimentano Elite
Parte dallo spazio, dalla Stazione Spaziale Internazionale, uno nuovo progetto di ricerca per sconfiggere le paralisi che potrebbe portare a nuove cure per pazienti parkinsoniani, emiplegici e con problemi di equilibrio. Per raggiungere questo importante obiettivo sono stati infatti chiamati in causa gli astronauti della Iss, sa cominciare dall'astronauta francese Leopold Eyarts dell'Esa, che ha sperimentato su di sé, proprio in questi giorni, una tecnologia tutta italiana. Si chiama Elite-S2 ed è l'Elaboratore di Immagini Televisive capace di analizzare il movimento del corpo umano in assenza di gravità, con lo scopo di acquisire nuovi dati sulle funzioni motorie.
Continua su il La Stampa Salute
 
Fa discutere il documento della Federazione degli ordini dei medici su aborto e non solo
embrione-umorismo.jpg Una posizione che non rappresenta il comune sentire dei medici italiani. L'associazione "Scienza e Vita" commenta così il documento approvato sabato scorso dalla Federazione degli ordini dei medici, chirurghi, odontoiatri, Fnomceo. Nel testo, che parla tra l'altro della Legge 194 sull'aborto e di procreazione assistita, si invita a non ostacolare la pillola del giorno dopo e ad introdurre la pillola abortiva RU 486. Secondo l'Associazione Medici Cattolici Italiani si tratta di una posizione mancante di un effettivo riscontro scientifico.

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Sognare fa bene ai ricordi
dreamin.jpg Dormire fa bene alla salute e sognare aiuta a ricordare. Che una notte di sonno sia un toccasana è cosa nota ma che quattro notti 'senza sogni' danneggino la memoria è una scoperta che si deve a un gruppo di ricercatori americani del V.A. Greater Los Angeles Halthcare System. Secondo lo studio del team del professor Dennis McGinty, pubblicato sulla rivista scientifica Sleep, quattro giorni di privazione del sonno Rem, quello profondo in cui si sogna, causano una riduzione della proliferazione delle cellule celebrali che contribuiscono all'archiviazione della memoria a lungo termine.
Continua su Kataweb salute
 
Ictus: fondamentali le prime 3 ore
Le previsioni dicono che nel 2008 ci saranno in Italia quasi 200mila nuovi casi di ictus. L'evento causa la morte nel primo mese successivo all'attacco nel 20% dei casi e in circa il 30% la sopravvivenza con esiti gravemente invalidanti. I dati sono stati riportati dalla Conferenza nazionale sull'ictus cerebrale - Stroke 2008 - a Firenze il 14 e il 15 febbraio. Continua su Il Corriere
 
3.300.000 bufale in 15 righe
bufala-bill.jpg In due trafiletti piccoli piccoli, di 15 righe l'uno, l'Unità è stata capace (lunedì 11 e giovedì 14) di mettere ben 3.300.000 bufale. Si tratta di una notizia che, se fosse vera, avrebbe meritato un titolone in prima pagina e, invece, è quella che si dice una bufala: in questi trent'anni la legge 194 sull'aborto «ha evitato 3.300.000 Ivg di cui 1.000.000 di aborti clandestini». Bum! E come avrà fatto a distinguere, tra quelli non fatti, i legali dai clandestini? I dati ufficiali dicono che la 194 ne ha provocati legalmente almeno 4 milioni 760 mila, più quelli clandestini che ha lasciato che accadessero. In nessuna delle 29 relazioni ministeriali di questi anni si parla di aborti evitati. C'è scritto, invece (relazione per il 2006), che per i consultori passa soltanto il 35,7% delle donne che abortiscono e che i casi di recidiva (fino a quattro volte) sono il 24,2 per cento del totale: è questa l'«efficacia» (definizione di Livia Turco ) della 194? Ma vediamo i numeri.
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Linee guida e medici non obiettori, la Turco strappa due volte
Livia Turco suona la carica sull'aborto e sulla procreazione assistita. Il ministro della Sanità annuncia una prossima intesa fra Stato e Regioni per applicare la legge 194 in modo, fra l'altro, da circoscrivere gli effetti dell'obiezione di coscienza. Al tempo stesso sottolinea che entro lunedì trasmetterà al Consiglio superiore di sanità le linee guida per l'applicazione della legge 40 sulla procreazione assistita.
  Iniziative prese da un ministro tanto uscente quanto totalmente calato in campagna elettorale. Nel medesimo contesto, infatti, Turco specifica che il Pd ha fra i suoi punti chiave e immodificabili «la difesa e la piena applicazione della legge 194». Accusa Giuliano Ferrara di non aver capito, promuovendo il no all'aborto, il supremo «valore della libertà di scelta delle donne». Quindi, in posizione ancor peggiore di quella di Bretelle Rosse, colloca nella lista dei 'cattivi' la Chiesa Cattolica, giudicata «poco amorevole » e incline a «sentire come meno importante il pluralismo e il confronto con gli altri» per il fatto che si piega a considerare uomini e donne a tutti gli effetti degli esseri poveri, umili, senza diritto di voto e totalmente indifesi come i bambini non ancora nati. 
 
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Sulla pillola del giorno dopo, intolleranza verso i medici obiettori
In una intervista concessa a ZENIT, il dottor Renzo Puccetti, ha definito come intollerante e antiscientifico un eventuale accordo Stato-Regioni per impedire ai medici la libertà di obiezione di coscienza nel prescrivere pillole abortive.

Il dottor Renzo Puccetti è socio fondatore della Società Medico Scientifica interdisciplinare Promed Galileo.


Il Ministro della Salute Livia Turco ha annunciato che sta per concludersi un accordo Stato-Regioni che prevederebbe, tra l'altro, che il medico non possa essere obiettore rispetto alla prescrizione di farmaci, con la possibilità da parte del medico di vedersi denunciato all'ASL. Ci può fornire un commento?

Puccetti: Qui siamo di fronte ad un'iniziativa espressione di una non conoscenza della realtà e degli studi fatti in proposito, insieme ad un atteggiamento intollerante.

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Il lavoro sedentario nuoce alla salute
sedentario.jpg Un gruppo di ricercatori australiani delle università di Melbourne e del Queensland ha paragonato gli effetti della vita sedentaria a quelli del fumo e dell'alimentazione-spazzatura, ovvero incremento del rischio di diabete, del livello di trigliceridi nel sangue e di conseguenza di malattie cardiache e infarti. Fortunatamente rimediare ai danni causati dall'inattività è molto semplice e non comporta un impegno eccessivo. È sufficiente evitare di stare fermi per periodi prolungati, alzarsi spesso e fare anche piccole camminate all'interno dell'ufficio o di casa: per esempio basterebbe comunicare con i colleghi vis à vis anziché usare la posta elettronica o la chat, tenere la stampante lontano dal tavolo in modo da dover compiere una breve passeggiata ogni volta che si stampa un documento, alzarsi e gironzolare avanti e indietro quando si è al telefono, ecc. Al di là dei consigli, parlano chiaro i risultati dei test condotti su 168 lavoratori sedentari: indipendentemente dall'esercizio fisico compiuto al di fuori dell'orario di lavoro, gli indici di massa corporea e i livelli ditrigliceridi e glucosio nel sangue sono più bassi nelle persone abituate a fare più pause dalla scrivania. Continua su Corriere Salute
 
Rianimazione dei neonati prematuri e aborto tardivo

bimbo-1.jpg Negli ultimi giorni si sono intrecciate due questioni che riguardano il diritto alla vita: da un lato, il termine ultimo per eseguire gli aborti tardivi in relazione alla possibilità di sopravvivenza del feto fuori dal corpo materno; dall'altro, la rianimazione dei neonati estremamente prematuri.

Il Ministro della Salute Livia Turco ha voluto tenacemente tenere distinte le due questioni: da una parte ha chiesto al Consiglio Superiore della Sanità la fissazione di un termine generale per l'esecuzione dell'aborto; e dall'altra ha suggerito di definire protocolli per l'assistenza dei neonati prematuri. La Commissione ministeriale di esperti ha suggerito di non tentare di salvare i bambini alla 22ª settimana di gestazione, salvo casi eccezionali, di farlo per quelli alla 23ª solo se vitali e coinvolgendo nella decisione i genitori; per quelli partoriti prima della 22ª settimana ha implicitamente negato ogni possibilità di rianimazione; infine ha suggerito di tenere conto, nella decisione, "dei dati di mortalità e disabilità".

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La «scoperta» laica: anche il feto è una persona
embrione-1.jpg In Francia da gennaio anche i genitori dei bambini nati morti dalla 22esima settimana possono usufruire del congedo per maternità (secondo una raccomandazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che riconosce la "viability", cioè la possibilità di vita, al bambino nato dalle 22 settimane di gestazione); e una recente sentenza della Corte di Cassazione d'oltralpe (vedi articolo qui sotto) decreta che i feti nati morti possano essere registrati all'anagrafe indipendentemente dal peso e, si noti, dalla durata della gestazione.
La sentenza segue la richiesta di tre famiglie che non volevano essere private della possibilità di piangere i piccoli deceduti prima di nascere ad un'età gestazionale tra 18 e 21 settimane. L'ex ministro della Sanità François Mattei, secondo l'agenzia Genethique, afferma che questo mette fine a un paradosso: «Le coppie vedono il figlio grazie all'ecografia, gli danno un nome, lo sentono muoversi, ma se muore è come se non fosse esistito».
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